Cronaca / Lecco città
Martedì 31 Marzo 2026
Cohousing, la proposta dello SPI: studenti e anziani insieme per affrontare il caro affitti
A Lecco il problema degli alloggi per universitari resta critico. Pinuccia Cogliardi rilancia il cohousing intergenerazionale come soluzione concreta e già sperimentata in altri territori.
Lecco
Il caro affitti torna al centro del dibattito lecchese, soprattutto per le difficoltà che gli studenti universitari incontrano nel trovare un alloggio accessibile. A intervenire è Pinuccia Cogliardi, segretaria generale dello SPI CGIL Lecco, che propone una strada alternativa e già testata altrove: il cohousing intergenerazionale.
«Ho letto con attenzione un recente articolo in cui Pietro Perego, rappresentante degli studenti lecchesi e neo laureando, descriveva le difficoltà che numerosi universitari incontrano nel trovare un alloggio a Lecco. I costi degli affitti sono ormai proibitivi per molti di loro: una realtà che non possiamo ignorare».
Un problema che, sottolinea Cogliardi, va ben oltre la dimensione economica e riguarda la capacità di un territorio di essere attrattivo e inclusivo. «Si tratta di un tema che tocca aspetti profondi della vita di un territorio: la sua capacità di essere accogliente, di garantire il diritto allo studio e di offrire opportunità concrete ai giovani che scelgono di formarsi qui».
Da qui la proposta del cohousing intergenerazionale, ovvero la condivisione dell’abitazione tra studenti e anziani soli. «Non pretendo di avere una soluzione esaustiva né immediata, ma voglio portare all’attenzione una proposta che ritengo meritevole di riflessione e approfondimento: il cohousing intergenerazionale».
Un’idea che trova fondamento anche nei dati e nelle analisi del sistema universitario lombardo. «Come ha illustrato con grande chiarezza Giovanna Inannantuoni, economista ed ex rettrice dell’Università degli Studi Milano Bicocca, il problema dell’alloggio studentesco è strutturale. In Lombardia, prima regione universitaria d’Italia, a fronte di oltre 230.000 studenti fuorisede, i posti letto messi a disposizione dagli atenei sono circa novemila: un divario enorme, che richiede soluzioni creative e coraggiose, che vadano oltre i tradizionali investimenti in studentati».
Il cohousing, spiega la segretaria dello SPI CGIL, non rappresenta solo una risposta pratica, ma anche un’opportunità sociale. «L’idea è semplice: mettere in contatto universitari in cerca di un alloggio accessibile con anziani che vivono soli e dispongono di spazio in casa. Un abbinamento — un matching — che non è solo una risposta pratica al problema degli affitti, ma che genera un valore umano e sociale ben più profondo».
Il tema dei rapporti tra generazioni diventa così centrale. «I rapporti intergenerazionali, come ci ricorda anche la nostra storia culturale, sono una risorsa preziosa. Eppure oggi assistiamo quotidianamente al loro indebolimento: la famiglia allargata si sta sgretolando, i legami tra generazioni si assottigliano. Il cohousing può diventare uno strumento per invertire questa tendenza, favorendo occasioni autentiche di conoscenza reciproca, di scambio e di arricchimento vicendevole».
E aggiunge: «Per l’anziano significa avere accanto una presenza giovane, nuove idee, compagnia; per lo studente significa non solo un affitto sostenibile, ma anche una finestra su una storia, su una memoria, su un’umanità che vale la pena conoscere».
Non si tratta di una proposta teorica, ma di un modello già avviato in altri contesti. «Non si tratta di un’idea astratta. Già le Università di Bergamo e di Milano stanno sperimentando iniziative in questa direzione, coinvolgendo attivamente le persone anziane. Sono esperienze positive, da cui Lecco può e deve imparare».
Infine, l’invito a un impegno condiviso. «Come SPI CGIL siamo convinti che il futuro di un territorio si costruisca insieme, con un gioco di squadra che coinvolga istituzioni, università, associazioni e cittadini. I problemi legati all’housing studentesco sono articolati e non si risolvono con un’unica misura, ma richiedono la partecipazione di una comunità coesa, capace di rispondere in modo efficace alla loro complessità».
E la conclusione rilancia con decisione la proposta: «Il cohousing intergenerazionale è una di quelle risposte. Concreta, sostenibile, e profondamente umana. Lecco ha le risorse e la vocazione per farla propria».
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