Duemila incidenti sul lavoro a Lecco: in aumento del 3,2%

Sicurezza Questo il trend nei primi sette mesi dell’anno anche se si registra un calo dei decessi rispetto al 2025. Crescita maggiore per i lavoratori nati all’estero:+10%

Lettura 1 min.

Lecco

Nei primi sette mesi del 2026 la Provincia di Lecco registra 2.127 infortuni sul lavoro, il 3,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, una crescita più contenuta di quella lombarda (+6,6%). Calano gli infortuni mortali, scesi a 1 contro i 4 dello scorso anno, ma per la Cisl il calo numerico non consente di abbassare la guardia.

I dati

In Lombardia crescono sia gli infortuni in occasione di lavoro (+6,92%, 50.546 denunce) sia quelli in itinere (+5,19%, 9.986 denunce). Il dato che richiede più attenzione riguarda i lavoratori nati all’estero: le denunce in occasione di lavoro sono 18.529, quasi il 10% in più rispetto al 2025, contro il +5,67% tra i nati in Italia. Dei 89 decessi sul lavoro, 35 (circa il 39%) riguardano lavoratori nati all’estero, contro i 18 dello stesso periodo 2025. Il sindacato richiama barriere linguistiche, appalti e subappalti, e chiede una formazione realmente comprensibile, non limitata all’adempimento formale.

La fascia d’età più colpita dagli infortuni è quella tra i 50 e i 54 anni, mentre i casi mortali si concentrano tra i 55 e i 59 anni (oltre il 20%): l’invecchiamento della forza lavoro deve entrare stabilmente nella valutazione dei rischi. Il terziario (31,75%) e l’industria (30,69%) sono i macrosettori con più infortuni, mentre costruzioni e trasporto e magazzinaggio raccolgono quasi il 40% dei casi mortali.

Sul fronte delle malattie professionali, nel Lecchese le denunce crescono del 36%, contro il +10% della media lombarda. In Lombardia il 60% delle denunce riguarda il sistema osteomuscolare (+19,62%), mentre i disturbi psichiatrici passano da 45 a 80 (+77,8%) e crescono anche le patologie respiratorie (+30,98%) e del sistema nervoso (+16,8%). In calo i tumori professionali (-33%), dato che per la Cisl è sottostimato. Resta alto il numero di chi non denuncia: il Patronato Inas Cisl offre assistenza gratuita per il riconoscimento delle malattie professionali.

Il commento di Roberto Frigerio, Segretario Cisl Monza Brianza Lecco: «La drammaticità dei dati pubblicati da Inail ci dicono che, nonostante ci si impegni giornalmente per cercare di diminuire gli infortuni sui luoghi di lavoro e le malattie professionali, il lavoro fino ad ora svolto in materia di sicurezza non risulta sufficientemente penetrante ed incisivo per invertire una tendenza che non accenna a migliorare».

Agire sul rischio

«È proprio nella capacità di mettere insieme questi diversi punti di vista che possiamo individuare i rischi prima che si trasformino in infortuni o malattie professionali» spiega ancora Frigerio. Che conclude: «Adottare il modello partecipativo significa passare da una logica nella quale ci si incontra soltanto dopo che un problema si è verificato a una logica di prevenzione condivisa nella quale il confronto diventa permanente e la sicurezza entra nelle scelte organizzative e produttive delle imprese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA