Elezioni Lecco. Fumagalli, i primi punti: «Agenzia per la casa e poliziotto di quartiere»

Il candidato sindaco di Orizzonte per Lecco ha annunciato alcuni dei temi del proprio programma: «Ponte Vecchio riaperto, navigazione e ascolto»

Lecco

«Lecco città che unisce». Sarà questo lo slogan che accompagnerà i prossimi due mesi di campagna elettorale di Mauro Fumagalli, candidato sindaco di Orizzonte per Lecco alle comunali del 24-25 maggio.

«Lecco si trova tra Milano, il nord della Lombardia e l’Europa. – ha spiegato Fumagalli giovedì sera durante l’evento di presentazione della campagna – Lecco si trova tra lago e montagna ed è nata da un’unione di più autonomie. In quanto capoluogo di provincia, Lecco ha la responsabilità di guidare lo sviluppo del territorio e curare le relazioni».

Oltre che sui manifesti lo slogan è stampato anche ai lati del camper con cui il gruppo guidato da Fumagalli intende girare la città nelle prossime settimane. È stato proprio il mezzo il protagonista di una serata contraddistinta dal molto vento, «il vento del cambiamento» secondo il candidato sindaco, ed in cui sono stati presentati anche i primi punti di un programma sviluppato intorno ai termini “abitare”, “muoversi” e “valorizzare”.

«Muoversi – ha spiegato Fumagalli – non significa solo la viabilità dentro la città, che sicuramente è un tema nodale. È anche l’idea di sviluppare una mobilità di cerniera, sviluppata guardando al di là dei confini del Comune. L’integrazione multimodale è fondamentale e va ripreso un capitolo ora dimenticato come la navigazione».

Tra il folto pubblico radunatosi c’erano molti volti riconducibili ad Appello per Lecco, gruppo per Lecco, Azione e Insieme, ovvero le quattro realtà che hanno dato vita a Orizzonte per Lecco, ma anche uno storico ex dem come Vittorio Addis.

«Il ponte Azzone Visconti aperto a ore non si può vedere. Dev’essere utilizzato al massimo e andrebbe sistemato esteticamente» ha sottolineato Fumagalli.

I punti del programma sono stati sviluppati da appositi gruppi di lavoro guidati da Nicola Pontiggia per l’abitare, Giacomo Mainetti per il valorizzare e Alberto Locatelli per il muoversi.

«Immaginiamo – ha proseguito Fumagalli – lo sviluppo di un vero piano casa in cui si guardi anche al riuso delle migliaia di appartamenti sfitti che ci sono in città. Immaginiamo la creazione di un’agenzia speciale per la casa, una realtà in grado di tenere assieme la domanda e l’offerta, offrire le garanzie a chi vuole abitare e a chi è proprietario di un alloggio, monitorare il fenomeno degli affitti brevi al fine di governarlo al meglio, intervenire sull’efficientamento energetico del patrimonio pubblico».

Tra le proposte c’è anche l’introduzione del “poliziotto di quartiere” affinché «l’attenzione alla città in tutte le sue ramificazioni sia visibile e concreta».

«Se – ha concluso Fumagalli - avessimo già ristrutturato l’ex sede del Politecnico in via Marco d’Oggiono, non staremmo spendendo così tanti soldi nell’affitto di spazi per gli uffici comunali e avremmo a disposizione un municipio nuovo e adeguato. La cosa importante non è ascoltare i cittadini ogni cinque anni ma farlo anche durante il percorso di modo da individuare soluzioni condivise».

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