Cronaca / Lecco città
Venerdì 10 Aprile 2026
Emergenza truffe agli anziani, video per imparare a difendersi
Chi è rimasto vittima di un raggiro racconta la propria esperienza Il prefetto Paolo Ponta: «I criminali utilizzano metodi sempre più sofisticati»
Lecco
Non si sono limitati a fare denuncia, o a trovare il coraggio di raccontare. Ci hanno proprio messo la faccia. Un gruppo di persone anziane davanti alla macchina da presa del regista e filmaker Lecchese Carlo Limonta, che parlano delle truffe, tentate o proprio consumate ai loro danni.
Non proprio un vademecum su come difendersi contro l’odioso fenomeno criminale rivolto alle fasce più deboli («ma non solo» come spiega il prefetto Paolo Ponta) ma qualcosa di più personale, una testimonianza filmata che invita a non sentirsi soli.
Il video è stato realizzato nell’ambito del progetto “Prevenire, conoscere, sostenere» presentato nel dicembre 2024 dal Comune di Lecco sulla base di un finanziamento del Ministero dell’interno per il «Fondo per la prevenzione e il contrasto alle truffe agli anziani» con il supporto della Prefettura di corso Promessi Sposi.
La finalità principale è quella di «sensibilizzare le persone anziane».
Un progetto nato sulla scorta di una decina di incontri tenuti in città, con la collaborazione della stazione Carabinieri di Lecco, nei luoghi aggregativi dei diversi rioni, «grazie alla rete di collaborazioni costruita in questi anni con le realtà associative e del terzo settore».
L’obiettivo, secondo quanto riferito dal Comune, è anche quello di «dare dei riferimenti alle persone attraverso luoghi dove incontrarsi condividere e scambiare conoscenze e informazioni», dal momento che «i luoghi dell’incontro e della socialità svolgono soprattutto una funzione di prevenzione della solitudine e di custodia diffusa: stare insieme, coltivare amicizie ha un forte valore preventivo e di aiuto anche di fronte ad accadimenti spiacevoli e violenti come quelli legati alle truffe».
Si tratta di reati, come specificato dal Prefetto Ponta, «che in molti casi non vengono denunciati per vergogna; si dice ‘io pensavo di non cascarci mai’ ma i metodi che usano i criminali sono sempre più sofisticati. Si tratta indubbiamente di uno dei reati più vili che ci siano; non è violento ma è subdolo. Una volta bastava dire ‘non aprite la porta a nessuno’; oggi arriva la telefonata, il messaggio: ci cascano anche degli insospettabili, non soltanto i più anziani e i più fragili, ho conosciuto dirigenti e altri funzionari che sono caduti in questa rete, indipendentemente dall’età. La soglia di attenzione deve essere portata a un livello che prima non immaginavamo e progetti come questi sono molto importanti».
L’assessore al welfare Emanuele Manzoni ha sottolineato invece quanto questo tipo di condotte provochino nelle vittime «una sensazione di tradimento da parte della società da cui ti aspetti condivisione e solidarietà. Il lavoro si inserisce in una serie di azioni diverse, organizzate con il supporto dei Carabinieri, per fare formazione, informazione e prevenzione».
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