Cronaca / Lecco città
Sabato 14 Febbraio 2026
Emergenza truffe online: ai lecchesi rubati 1,6 milioni di euro
In provincia 1500 denunce in un anno. Raggiri via Sms o Whatsapp. La Questura ha registrato un incremento del 30% rispetto al 2023.
Lecco
Il pericolo arriva via Sms, o con messaggio Whatsapp, a seconda della tecnica usata dai malviventi per truffare i cittadini onesti.
Ultimamente, per esempio, è molto diffuso il caso della «ballerina»: un contatto su Whatsapp scrive in buonafede chiedendo di cliccare su un link per votare la figlia di «cari amici». In realtà il link porta a un sito truffa dove, in pochi passaggi, avverrà lo «spossessamento» del proprio account. In sostanza, si viene espropriati della propria app di messaggistica, che sarà a quel punto controllata dai truffatori, liberi di farne l’uso che vorranno. Fenomeno che, viaggiando virtualmente, non conosce confini territoriali, e che quindi colpisce anche i lecchesi. Secondo dati diffusi a fine 2025 dalla questura di corso Promessi Sposi, le denunce relative a frodi di vario genere sono state 1559 nell’arco del 2024, mentre l’indice di criminalità indicato da Il Sole 24 Ore, nel 2023, collocava la provincia lecchese al ventottesimo posto per truffe e frodi informatiche denunciate, con 1840 casi.
Quella di Lecco, inoltre, è l’ottava provincia in Lombardia per ammontare di somme trafugate tramite truffe online o frodi informatiche: un milione e 600mila euro frutto di raggiri via ‘click’. Quella della «ballerina» – al pari dell’ormai famosa telefonata dai call center per il «curriculum», anche lì con richiesta di procedure che avrebbero portato a un raggiro – è soltanto una delle davvero numerose tipologie di raggiri che quotidianamente arrivano su smartphone, anche con gli Sms, ormai antiquati ma usati dai malviventi (in questo caso le truffe si chiamano «smishing», una crasi tra Sms e phishing). È noto a molti l’Sms che recita: «Autostrade per l’Italia: un pedaggio autostradale di 6,50 euro risulta ancora da pagare. Effettua il pagamento in modo sicuro entro il 4 febbraio su...». Segue un link che, a una prima lettura, potrebbe ricordare il sito istituzionale della società Autostrade e che, se aperto, è identico a quello vero. Ma in quel caso, inserendo i dati della propria carta di credito, la stessa viene clonata. E per rendere il tutto più credibile, i truffatori concludono l’Sms con la precisazione: «Se hai già pagato, ignora questo Sms». Un’altra truffa che sta circolando via Sms invita l’utente a contattare «con urgenza» e «per importanti comunicazioni» un presunto ufficio «Cup Centro Unico Primario», anche se l’acronimo significa in realtà «Centro Unico Prenotazioni». Sempre via Sms arrivano anche «notizie» di inverosimili bonifici fatti sul nostro conto corrente, con il solito invito a cliccare sul link della banca o della posta per confermare la ricezione: anche in questo caso, inutile dirlo, il link rimanda direttamente ai siti gestiti dai truffatori.
La polizia postale riceve numerose segnalazioni in merito al «furto» dell’account di Whatsapp, anche se spesso, a cose fatte, l’utente magari non si accorge che a originare la spiacevole situazione è stato involontariamente lui stesso, cliccando su link truffaldini. Generalmente – spiegano dalla polizia postale – le segnalazioni arrivano per il recupero del proprio profilo di Whatsapp, ma questo passaggio lo può fare soltanto Meta, la società americana di Mark Zuckerberg e che gestisce anche i social Facebook e Instagram, i cui profili sono spesso tra loro collegati e connessi anche con lo stesso Whatsapp, con conseguente perdita anche degli accessi a tutte queste app.
Le ultime settimane sono state caratterizzate da un invio massiccio di Sms o messaggi Whatsapp truffaldini, spesso anche con l’involontaria complicità degli utenti: il caso della «ballerina» è, in questo, emblematico, perché nel messaggio si fa leva sui buoni sentimenti di chi legge, visto che la bambina, grazie al voto, potrà «vincere una borsa di studio». Tra l’altro questo raggiro altro non è che la rielaborazione di una analoga truffa che girava, sempre sull’app di messaggistica, qualche anno fa: «Ciao, scusa, ho inviato un codice di verifica a questo numero per sbaglio, me lo puoi mandare? Sennò non riesco a fare il login». Tutto falso. Tornando nello specifico sul territorio, le truffe online hanno portato via ai lecchesi quasi 1 milione e 300mila euro, mentre quelle informatiche hanno sottratto ai lecchesi 345mila euro. Dati che mostrano peraltro un incremento delle truffe via rete (+30% rispetto al 2023) e delle frodi informatiche (+25%). A Lecco, facendo i conti, i pirati informatici hanno fatto sparire in pratica 137mila euro al mese.
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