Cronaca / Lecco città
Mercoledì 08 Aprile 2026
Gino Cecchettin a Lecco: «Chi ti ama apprezza l’insieme di ciò che sei»
Durante la rassegna Leggermente, Gino Cecchettin ha parlato ai ragazzi di amore, rispetto e importanza delle relazioni sociali. Fondamentale infondere una cultura del rispetto.
Lecco
«Si parla tanto di educazione affettiva a scuola, può fare molto di più di quanto abbiamo fatto oggi. Voi avete bisogno di essere ascoltati da persone che vi possano dare anche delle risposte». Il mare di mani alzate nella platea del Cenacolo francescano è stato il simbolo più immediato di come le parole di Gino Cecchettin abbiano colpito nel profondo i 400 studenti delle medie giunti nel teatro di piazza Cappuccini in occasione dell’incontro organizzato nell’ambito della rassegna Leggermente di Confcommercio Lecco.
Prima di porre le tante domande, i ragazzi hanno ascoltato in silenzio le parole del padre di Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre 2023. «Quando parliamo di pene il reato è già stato commesso – ha spiegato Cecchettin, intervistato da Luca Ciusani dell’associazione Jonas –. Noi invece i reati li vogliamo prevenire. Giulia aveva lasciato Filippo perché aveva capito che non era la persona con cui voleva costruire una vita. In quel momento Filippo ha sofferto dolore, paura di restare solo e poi rabbia. Non ha avuto gli strumenti per decidere che cosa fare. Ha visto un muro nero e ha pensato che la vita non aveva più senso anche se non è così. La missione della fondazione è lavorare con le nuove generazioni e infondere una cultura del rispetto. Vogliamo far capire loro che esiste sempre un’altra strada da percorrere in questi casi, che la vita va vissuta intensamente cercando momenti memorabili perché sono quelli che fanno la differenza».
All’inizio dell’incontro, subito dopo i saluti dell’assessore all’Istruzione Emanuele Torri, Cecchettin ha precisato di «non essere un formatore o un insegnante ma solo un papà» e di aver deciso di creare la fondazione e raccontare la propria esperienza di vita «per continuare a far vivere Giulia, a ricordarla e a parlare di lei e del suo altruismo». «Amare è un verbo transitivo attivo – ha proseguito Gino Cecchettin –, parte da un soggetto e va verso un altro. L’amore non è ciò che fa stare bene noi ma ciò che fa stare bene l’altro. Quando io sento parlare di gelosia, controllo o possesso vedo che si va nella direzione sbagliata. Se io controllo una persona, quella persona sta con me proprio perché la controllo e non perché mi vuole bene. Chi ti ama apprezza l’insieme di ciò che sei senza chiederti di togliere qualcosa».
Ad ogni ragazzo che poneva una domanda Cecchettin chiedeva di raccontare un momento «memorabile» della propria vita. «Nessuno – ha sottolineato il padre di Giulia – ha indicato tra i momenti memorabili quando gioca alla console o quando scrolla il feed di Tiktok. Momenti memorabili sono il compleanno, la nascita della sorella, la gita in barca con il papà, l’affetto di un animale domestico. Sono tutti momenti memorabili di socialità con qualcuno. Siate voi a usare gli strumenti digitali e non il contrario. L’utilizzo dei social ti dà un appagamento immediato, infatti avete sempre bisogno di scrollare e non ne venite fuori. Quando passate ore sui social perdete momenti di vita veri, momenti di vita memorabili».
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