Gli alpini di Tirano ricordano la battaglia di Arnautowo
«Non è stato solo uno scontro, ma un esempio di dedizione, coraggio e amore per la Patria»
Lettura 2 min.Tirano
«Siamo qui per ricordare una pagina gloriosa e dolorosa della nostra storia, la battaglia di Arnautowo, che non è stato solo uno scontro, ma un esempio di dedizione, coraggio e amore per la Patria». Queste le prime parole del presidente della Sezione Ana Valtellinese, Gianfranco Giambelli, sabato pomeriggio a Tirano dove si è tenuta la cerimonia per l’82esimo anniversario di Arnautowo. Il 25 gennaio 1943 la colonna italiana in ritirata, guidata dalla brigata Tridentina, fronteggiò infatti un attacco russo a Nikitowka e, alle prime luci del 26 gennaio nei pressi di Arnautowo, dovette respingere duri attacchi con i battaglioni Tirano e Valcamonica. Il tragitto percorso condusse poi gli alpini a Nikolajewka, dove lo stesso giorno fu combattuto un feroce scontro tra le forze italo-tedesche e le truppe sovietiche che causò l’annientamento delle truppe italiane, decimate da morti, feriti e prigionieri, con una minima parte in grado di uscire dalla sacca e proseguire la ritirata.
La manifestazione, per l’organizzazione della quale sono arrivati alla Sezione i complimenti dell’assessore Simon Pietro Angelone, è iniziata con la celebrazione della Messa nella chiesa parrocchiale di San Martino da dove è partita la sfilata fino in piazza Marinoni per alzabandiera, onore ai caduti e discorsi commemorativi. Il capogruppo degli alpini di Tirano, Claudio Cometti, ha dato la parola al vicesindaco, Giordana Caelli, per il suo saluto: «Sono sinceramente orgogliosa di partecipare alla giornata in ricordo e dispersi di tutte le guerre, soprattutto quelle di Russia – ha dichiarato -. In questo momento dedicherò un pensiero a mio zio Franco, disperso in Russia».
Il presidente Giambelli ha voluto, innanzitutto, ringraziare per la presenza gli amici alpini di Rivoli, i rappresentanti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della polizia, il vessillo degli alpini di Torino e di Lecco, tutti i gagliardetti, la Fanfara sezionale e i sindaci in tricolore «che, quando vedo, prendo coraggio – ha detto –, perché vuol dire che i sindaci vogliono bene agli alpini come noi ne vogliamo alle nostre comunità». Ed, entrando, nel merito della ricorrenza, ha aggiunto: «Nella battaglia di Arnautowo il Battaglion Tirano decide di non scappare, di non arretrare, di non piegarsi. I suoi alpini combattono con un’eroica resistenza, ben sapendo che il prezzo da pagare sarebbe stato altissimo, ma anche che il loro sacrificio avrebbe permesso a tanti dei loro compagni di tornare a “baita”. Fra questi alpini spiccano gli ufficiali, insigniti delle medaglie d’oro per il valore dimostrato sul campo, di cui oggi facciamo memoria non solo per il loro eroismo, ma per l’esempio che ci hanno lasciato. Un esempio che va oltre la fedeltà assoluta ai valori più alti, senza tenere nessun timore che lì c’era la morte». E ha concluso: «Ecco noi oggi siamo ancora qua a ricordare, a dire che gli alpini continueranno a tenere vive queste memorie. Quando nel 1919 è nata la grande famiglia che è l’Associazione nazionale alpini, i nostri vecchi ci hanno lasciato un’eredità. Che abbiamo il dovere di tramandare. Viva gli alpini, viva l’Italia».
La manifestazione si è conclusa all’auditorium Trombini “Storie di giovani perduti” dal diario del reduce Michelangelo Divitini a cura e rappresentata dall’associazione Musica e Immagine, con la partecipazione del coro Monti Verdi.
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