Cronaca / Lecco città
Lunedì 31 Agosto 2026
Sentenze inesistenti e citazioni fuori tema: il Giudice censura l’uso dell’IA negli atti
Una memoria difensiva conteneva due pronunce della Cassazione inesistenti, con tanto di virgolettati mai pronunciati, e altre undici sentenze non pertinenti alla causa. Il giudice onorario Chiara Pozzoli censura la condotta
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Massime giurisprudenziali, sentenze della Cassazione, virgolettati di tenore giuridico. Arriva l’intelligenza artificiale anche nelle memorie di parte allegati agli atti. Un uso distorto, però, dei nuovi metodi, quando avviene per riportare sentenze inesistenti o precedenti di giurisprudenza non pertinenti ai fatti di causa, come capitato in una controversia civile trattata dal tribunale di Lecco, nella quale il giudice onorario Chiara Pozzoli ha riservato evidenti censure alla condotta di chi ha proposto la causa allegando 13 false sentenze.
Il caso riguardava la pretesa avanzata da un cittadino di risarcimento danni contro una donna, sostenendo che la stessa avesse presentato un falso certificato di frattura del setto nasale certificato all’ospedale di Merate, e prodotto in una causa pendente dinnanzi al giudice di pace di Bergamo. La questione si è rivelata infondata. La parte citata in giudizio ha chiesto inoltre la condanna di chi ha avanzato la causa per responsabilità processuale aggravata, per essersi «avvalso dell’ausilio dell’intelligenza artificiale o, comunque, per avere citato nella propria memoria tredici pronunce della Corte di legittimità inesistenti o, ove esistenti, riferibili a fattispecie e questioni giuridiche estranee e quelle oggetto del presente giudizio», scrive il giudice onorario.
Su questa questione, il magistrato conferma di «condividere l’orientamento della giurisprudenza di merito, anche più recente, secondo il quale la condotta della parte che cita nei propri atti precedenti giurisprudenziali non pertinenti e con contenuti virgolettati inesistenti o inserisca in una memoria una serie di massime attribuite a pronunce di legittimità, partitamente indicate, in relazione ad argomenti estranei alla controversia, integra una colpa grave», potendo soltanto ipotizzarsi che l’inserimento delle suddette massime sia dipeso dal ricorso all’ausilio dell’intelligenza artificiale nella redazione della memoria. Nel caso di specie, sono state citate due pronunce inesistenti della Cassazione, dalle quali sono stati estratti stralci tra virgolette «altrettanto inesistenti», e ulteriori «undici sentenze di legittimità, tutte prive di qualsiasi pertinenza alla querela di falso in sede civile».
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