Cronaca / Lecco città
Mercoledì 15 Aprile 2026
Il prevosto di Lecco: «Trump? La volgarità teme la debolezza»
Bortolo Uberti riflette sull’attacco del presidente Usa a Papa Leone: «Diplomaticamente disastroso». E sul ruolo di Papa Leone non ha dubbi: «La sua vera forza è essere disarmato, parlare di pace e speranza»
Lecco
Gli attacchi di Trump a papa Leone sono stati tanto imprevisti quanto devastanti. Il presidente americano ha colpito ad altezza d’uomo ed ha reiterato la violenza delle sue dichiarazioni rifiutandosi, qualche ora dopo, di chiedere scusa.
Qual è stata la reazione del prevosto di Lecco, monsignor Bortolo Uberti, di fronte alle parole offensive rivolte dal presidente degli Stati Uniti al Papa? «Innanzitutto, mi ha sorpreso la posizione volgare del presidente americano, che ha evidenziato una mancanza assoluta di rispetto nei confronti della figura del Papa. Una posizione, quella di Trump, disastrosa dal punto di vista diplomatico. In ogni caso, c’è una considerazione di fondo che va fatta: la debolezza fa paura».
Uno degli epiteti rivolti da Trump a papa Leone è stato proprio quello di essere un debole: «Paradossalmente Trump ha ragione, papa Leone è debole: non ha la potenza bellica degli Stati Uniti, non ne ha la potenza economica. Il Pontefice è disarmato, la sua vera forza si fonda sulla rivendicazione della pace, l’unico valore che può far guardare al futuro con speranza».
Concetti, questi ultimi, che papa Leone ha ribadito chiaramente sabato scorso nella veglia di preghiera per la pace nella basilica di San Pietro: «In quella veglia, il Pontefice è stato chiarissimo, ha detto che dobbiamo dire basta all’idolatria di se stessi e del denaro ed era evidente che stava mettendo al centro delle sue critiche chi oggi mette al centro di ogni cosa il proprio io, il denaro e il potere che questo gli dà. Al contrario, il Papa ha chiesto di mettere davanti ad ogni altro interesse la voce dei poveri, dei bambini innocenti, degli ultimi, di qualunque Paese al mondo siano. Il suo appello è stato rivolto a tutte le popolazioni del mondo perché si uniscano nel nome della pace. Questo Papa è stato l’unico leader al mondo ad essere stato così chiaro. Dobbiamo volere a tutti i costi la pace, senza se e senza ma».
La risposta di papa Leone a Trump ha sottolineato anche un altro aspetto importante: lui non è un politico: «Certamente, questo nostro Papa come i suoi predecessori si mette dalla parte del Vangelo. E proprio per questo ha spesso sottolineato come nessuno debba usare Dio per giustificare la guerra e la violenza. Dio non lo si può usare per i propri interessi. Le parole folli di Trump non so da dove arrivino, ma certamente, la debolezza disarmata di papa Leone fa paura».
Le parole del presidente americano contro il Pontefice hanno ottenuto anche un altro risultato, quello cioè di rendere chiaro una volta di più ai cristiani di tutto il mondo ed agli uomini di buona volontà quale sia la strada da cui non si può svicolare: «È proprio così, oggi è chiaro che c’è un valore che non ammette compromessi. Il cristiano è per sua natura e per sua fede un uomo o una donna di pace. Del resto, abbiamo da poco celebrato la Pasqua e la croce di Gesù è l’esempio più alto della debolezza, ma non dobbiamo dimenticare che proprio grazie a quella presunta debolezza Cristo ha salvato il mondo. La nostra storia deve fare della pace il suo credo. Dobbiamo avere rispetto delle diversità, dare sempre la precedenza al dialogo e alla diplomazia ed alla grande pazienza che tutto questo necessita. Non è con la forza che si risolvono i tanti problemi del mondo, anzi la violenza complica ulteriormente ogni questione. In più, e questo papa Leone lo ricorda ad ogni suo intervento, le vittime della forza e della violenza sono sempre i più deboli e gli innocenti come i bambini».
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