Cronaca / Lecco città
Sabato 20 Giugno 2026
Incendio al nuovo asilo nido: «Pnrr? Chiediamo deroghe»
Continua la conta dei danni alla struttura nel rione di Bonacina Il sindaco Boscagli: «Sono cause di forza maggiore, andremo al Ministero»
Lettura 2 min.Lecco
«Dobbiamo verificare tutto ma è palesemente una causa di forza maggiore. Nasce dal Pnrr del Ministero dell’Istruzione, se non erro. Se così è andremo fino al ministro Giuseppe Valditara e dal sottosegretario Paola Frassinetti a sollevare il tema». Il sindaco Filippo Boscagli parla così del rogo dell’asilo Archimede di Bonacina e della possibilità più che concreta, anzi oramai certa, di non poter rispettare i termini perentori della chiusura lavori al 30 giugno 2026. D’altronde è chiaro che si tratti di un caso eccezionale.
Il ritardo non è procurato, ma subito, dal Comune di Lecco. «Il secondo lotto - spiega ancora Boscagli - mi pare si aggiri sul milione di euro circa. Iniziare il mandato con un milione in meno sarebbe problematico perché bloccherebbe una serie di lavori che dobbiamo fare. A oggi non so rispondere, su quali siano le ipotesi in gioco, perché non possiamo sapere ancora se questo incendio è un possibile motivo di deroga ai termini del Pnrr. Se lo fosse, saremmo tutti più sereni. Ma c’è comunque la disponibilità di tutti per ricominciare la costruzione dell’asilo. E penso che quello del Pnrr sia più un fatto di burocrazia che altro».
Insomma la linea del Comune guidato da Filippo Boscagli è chiara: l’incendio sposta i termini del Pnrr perché noi eravamo oramai alle finiture e il 30 giugno sarebbe stato sicuramente rispettato. Per fortuna ci sono tutte le carte, i documenti, le foto, e le dichiarazioni anche della Giunta precedente, a dimostrare che il termine burocratico sarebbe stato rispettato. Se poi il cantiere va a fuoco, non può essere questo un motivo valido per mandare, letteralmente, in fumo un cantiere di questo valore non solo economico ma sociale.
Boscagli, comunque, riflette: «La prima fase era l’emergenza e ringrazio i Vigili del Fuoco per aver fatto un miracolo: limitare e confinare l’incendio, facendo sì che i danni fossero solo materiale. Non oso pensare a cosa sarebbe potuto succedere ad asilo aperto e pieno di bambini. Il secondo tema, ora, è verificare i danni, perché il tetto è distrutto. Presumibilmente, grazie ai Vigili del Fuoco, l’incendio non ha toccato i piani inferiori. Il problema è che usando 50mila litri d’acqua, dobbiamo capire se l’acqua, non il fuoco, ha prodotto danni ai piani inferiori».
Il neo eletto sindaco ha avuto subito un problema da risolvere, a dieci giorni dall’insediamento: «Capita sempre in un mandato amministrativo. L’importante non è non avere problemi, ma saperli affrontare. Già alle 16.30-17 di giovedì l’incendio era quasi spento. Fortunatamente oltre all’asilo si è rovinata solamente la vite del vicino, che è annerita. La fase d’emergenza è chiusa». E sulle cause le idee sono già orientate: «Pare proprio si sia trattato di un incidente di lavoro, a fine cantiere. Gli operai stavano forse saldando qualcosa. Pare sia bruciata la parte di isolamento interno, però paradossalmente però quella guaina era stretta tra tetto ignifugo e isolamento a pavimento ignifugo. Il che ha reso difficile il lavoro dei Vigili del Fuoco. Ma, ripeto, la ditta ha detto che c’è già la possibilità di riprendere i lavori immediatamente».
L’assicurazione pagherà? Quasi sicuramente sì: «In qualsiasi appalto pubblico il valore dell’appalto è garantito. Le mie preoccupazioni ora sono altre: incontrerò i genitori. Oggi (ieri per chi legge, nda) vedo i Servizi Sociali che si dedicano ai bambini e i gestori e i dipendenti del nido guardando sia a chi sono gli iscritti e quanti sono, sia sentendoli direttamente, convocando i genitori. Si aspettavano che tra tre mesi sarebbero stati iscritti all’asilo Archimede. Ho già i nomi di tutti gli iscritti sulla scrivania, per cui guarderemo da dove arrivino e dove possa essere la localizzazione migliore per questi bambini. Il nesso tra l’iscrizione alla Bonacina e la residenza degli iscritti spesso non c’è, per cui cercheremo la soluzione migliore per tutti».
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