Cronaca / Lecco città
Mercoledì 23 Settembre 2026
La nuova truffa del falso poliziotto: «Sposti i soldi, in banca c’è una frode»
Sms e telefonate con numeri contraffatti della Questura per convincere le vittime a trasferire i risparmi su un conto dei truffatori. L’allarme della Polizia: «Una volta fatto il bonifico, i soldi non si recuperano più».
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“Gentile cliente, internamente alle nostre filiali ci risulta una frode in atto da parte degli impiegati, i nostri dirigenti del dipartimento sicurezza prenderanno in carico la gestione dei suoi fondi in uscita, dal momento del trasferimento le saranno accreditati sulla nuova carta che consegneremo in giornata odierna, le ricordiamo massima discrezione dentro la Filiale in quanto risulta un’indagine in corso art.329 Codice Procedura Penale”
Benvenuti nella nuova truffa telefonica in atto in questi giorni ai danni degli anziani ma non solo, perché stavolta il raggiro è molto ben orchestrato e punta sulla teoria del complotto al quale inevitabilmente cadono in tanti, indipendentemente dall’età .
Ovvero: il poliziotto che sventa la truffa all’interno della banca e chiede al truffato la massima discrezione, perché si sa, tutti in banca potrebbero essere coinvolti. Ecco dunque come si sviluppa l’inghippo: prima l’sms inviato dalla banca che avvisa della frode, poi la chiamata dal numero fisso della questura cittadina che il finto poliziotto (ispettore capo Ernesto De Nico) si premura di far notare al malcapitato, (“controlli su Google a chi corrisponde questo numero”) che non si tratta del solito call canter. Anzi.
Poi l’allarme: stanno per muovere una cifra consistente dal suo conto e arriverà un sms della banca a conferma. La finta banca un attimo dopo avvisa il cliente che deve affidarsi all’operatore telefonico che gli spiegherà come muoversi. La procedura è questa: il malcapitato deve recarsi nella filiale della banca più vicina ed effettuare un bonifico per spostare i fondi prima che vengano movimentati dai cassieri della banca coinvolti, e girarli a un finto dirigente. Mantenendo sempre il rigoroso riserbo. Poi una volta effettuato il bonifico deve andare in Questura con la ricevuta del bonifico e a quel punto, sempre secondo l’operatore telefonico, gli verrà consegnata una carta prepagata con i suoi soldi messi in salvo. Inutile sottolineare che in questura nessuno lo sta aspettando.
Ovviamente nessuno nemmeno in famiglia deve essere messo al corrente dell’operazione, massima riservatezza. E, dulcis in fundo, tutta l’operazione deve essere effettuata con il telefono acceso.
«Purtroppo sono in molti a cadere nella trappola – spiegano dalla Questura cittadina – lo scopo ovviamente è ottenere il bonifico. Il finto numero della Questura ormai è semplice da realizzare e questo è l’aspetto che più trae in inganno. E poi viene fatto un tale lavaggio del cervello sulla riservatezza perchè non si può sapere chi è coinvolto all’interno della banca, che di fronte alle domande degli operatori bancari, insospettiti magari dalla casuale, rispondono quasi seccati: i soldi sono miei e ne faccio quel che voglio. E poi una volta fatto il bonifico i soldi non si recuperano più».
La truffa del falso dirigente della Questura ha soppiantato negli ultimi tempi quella del falso maresciallo dei carabinieri che chiede un inventario dei gioielli presenti in casa con la scusa di una ricerca di oggetti di dubbia provenienza. O quella del figlio coinvolto in un grave incidente stradale.
La raccomandazione dunque è sempre la stessa: mai rispondere a numeri sconosciuti e tantomeno affidarsi a operatori telefonici che chiedono denaro. In Questura non forniscono carte prepagate, e nessun carabiniere verrà mai a casa a controllare i gioielli di famiglia.
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