«La Provincia ora ha più slancio». La Hofmann giura per la seconda volta

Giuramento della presidente rieletta a Villa Locatelli

Lecco

«Nel 2021 l’obiettivo era ridare slancio alla Provincia come credibile cabina di regia istituzionale per l’intero territorio nonostante gli effetti della riforma Delrio. Oggi posso dire che larga parte di questo percorso è stato compiuto». Durante il consiglio provinciale di mercoledì sera, il primo dopo le elezioni del 24 gennaio, Alessandra Hofmann, sindaco di Monticello, ha giurato per la seconda volta da presidente della Provincia di Lecco.

Nel suo discorso di inizio mandato c’era innanzitutto una rivendicazione del lavoro svolto finora. «In questi quattro anni – ha proseguito Hofmann – la Provincia è stata capace di dare risposte concrete ed è tornata ad essere percepita come un ente credibile, presente e utile. L’ente ha recuperato rispetto istituzionale, ha rafforzato la capacità di progettare in modo strategico ed ha saputo intercettare risorse e costruire relazioni solide con Regione, ministeri, fondazioni e il sistema territoriale. Abbiamo lavorato come una squadra, al di là delle appartenenze e mettendo sempre al centro l’interesse del territorio. C’è ancora molto da fare: su tutte le funzioni continueremo ad agire con equilibrio, pragmatismo e visione d’insieme». Dopo aver ringraziato tutti i consiglieri di maggioranza e la struttura amministrativa della Provincia, definita come “vero motore dello sviluppo dell’ente”, la presidente si è soffermata sui toni dell’ultima campagna elettorale.

«Non sono mancati – ha spiegato Hofmann – attacchi che per modalità e contenuti sono parsi fuori contesto rispetto anche al clima istituzionale che ha caratterizzato il lavoro in aula. È legittimo che ci sia confronto, fa parte della dialettica democratica. Tuttavia, alcune critiche hanno assunto un carattere personale anche sproporzionato rispetto ai fatti soprattutto se si considera che in questi anni molte delibere sono state votate all’unanimità».

Il riferimento ha suscitato l’immediata replica delle minoranze. «Il nostro atteggiamento rimarrà invariato anche sulle proposte che portiamo – ha sottolineato Paolo Lanfranchi, capogruppo della minoranza di centrosinistra –. In campagna elettorale sono state fatte delle critiche, ma sono stati anche riconosciuti i meriti e sono stati dati degli spunti preziosi. Molti amministratori hanno votato l’altro candidato presidente quindi uno sforzo che dovrà fare la presidente sarà tenere conto anche di chi ha in mente un’altra idea di Provincia». Cesare Colombo, capogruppo dei civici della Provincia, ha a sua volta auspicato che «i toni tornino ad un livello di rispetto e di stima» perché solo così «si può tornare ad avere un rapporto di collaborazione tra maggioranza e minoranza in consiglio provinciale». «Durante la campagna elettorale – ha concluso il capogruppo di maggioranza Alessandro Negri – abbiamo raccolto le istanze di tantissimi amministratori. Abbiamo dimostrato di essere disponibili al confronto con tutti e rinnovo questa disponibilità anche per questa consiliatura. Certo, l’ente Provincia è stato snaturato di quella che era la sua funzione e avrebbe la possibilità di tornare ad essere più incisivo se la legge ce lo permettesse». Il mandato di Alessandra Hofmann durerà quattro anni. Il consiglio provinciale, composto da dodici membri, verrà invece rinnovato il prossimo autunno ed ha un mandato di due anni.

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