Lecco, allarme maranza e città blindata: nessuno scontro, ma negozi chiusi e scuole semivuote

Imponente dispiegamento delle forze dell’ordine dopo le voci circolate sui social: nessun episodio di violenza, ma la paura ha pesato su famiglie, studenti e commercianti.

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Lecco

Due camionette del Reparto Mobile, due auto civetta, sei auto tra Polizia, Carabinieri, Polizia Locale. Una cinquantina di uomini in tutto. Il dispiegamento in piazza XX Settembre alle 16 di ieri pomeriggio era questo: imponente. Tra i portici della piazza qualche ragazzino, soprattutto giovanissimi. Qualche nordafricano, tanti italianissimi (si capisce dalla parlata “young”), qualche ragazzino di seconda generazione (se mai è possibile comprenderlo dai tratti somatici), moltissimi minori. E tante ragazze, sempre molto giovani, con il telefonino in mano a riprendere il nulla. Perché niente, per fortuna, è accaduto, di quanto temuto. Quasi una delusione per i tanti che sono convenuti alle 16 in piazza più che altro per vedere se qualcuno faceva qualcosa. Ovvero giovani, ma niente maranza, piuttosto “curiosanza”. Nell’accezione negativa del termine, però.

Alla fine solamente dopo le 17 è arrivato un centinaio di presunti tifosi del Lecco, ultras probabilmente ma non la Curva nell’accezione propria del termine, che avrebbero voluto dare una mano in caso di bisogno alle Forze dell’Ordine. Non essendoci stata alcuna necessità, dopo qualche coro, prima delle 18 hanno lasciato piazza Cermenati. Ma ieri una città intera si è praticamente svuotata. Scuole mezze vuote. Tassi di assenza al 50 per cento e più. Manco fossero i saldi di fine stagione. Paura per qualcuno, approfittamento per altri. C’è il pericolo maranza? Si “balza” a scuola, hanno pensato in tanti. E i genitori, comprensibilmente, hanno lasciato fare. Il tam-tam social prima della giornata di ieri è stato terribile. Messaggi Whatsapp, Telegram, Instagram, Facebook, audio, persino qualche sedicente influencer che invitava a fare le barricate per difendere Lecco.

Meglio prevenire che curare, è il motto. E, in mezzo, le Forze dell’Ordine che davvero hanno fatto di tutto per far sì che non succedesse nulla. Fin dalle prime ore del mattino abbiamo visto sfrecciare in tutte le direzioni della città, dal Viale fino alla periferia est di Lecco (Chiuso, Maggianico), Gazzelle dei Carabinieri, Volanti della Polizia, vetture della Guardia di Finanza, della Polizia Locale. Presidi quasi fissi in via Balicco, alla Rotonda, all’uscita dell’attraversamento. Poi alla Meridiana anche le camionette del Reparto Mobile (la chiamavamo Celere una volta) di Milano, oltre alle volanti. Pattuglie davanti al Grassi, con la Digos e le sue auto civetta. E davanti al Badoni e al Fiocchi. Un dispiegamento di forze degno del derby più sentito, Lecco-Como. Stesso esito dell’ultimo match di calcio: nessuno scontro, nessuna scaramuccia, nessun danneggiamento segnalati. Però i danni degli ignoti che hanno soffiato sul fuoco delle violenze di Milano per ipotizzarne di identiche a Lecco, ci sono stati, anche se non si sono visti.

Danni in primis psicologici: paure, ansie, preoccupazione di studenti, genitori, insegnanti. E poi dei commercianti. Loro sì che hanno sofferto danni economici da mancato guadagno. In piazza XX Settembre praticamente tutto chiuso: dal Plaza al Caffè, dal Pontiggia all’ottica Marchetti, dall’Infarinata al Todo Bien, poi l’Hemingway, il Frigerio, il Caffè Commercio, Grom, l’oreficeria Archepietra, il negozio di abbigliamento Butti, la Tabaccheria Corti... Tutti chiusi, magari non per tutto il giorno, ma di sicuro nel pomeriggio. E le vetrine svuotate, private di ogni cosa che si potesse asportare, ben consci di quanto successo a Milano a chi ha lasciato riforniti i negozi. Insomma, la paura, a torto o ragione, ha fatto 90. Il motto di ieri? Meglio una giornata di mancato incasso che un negozio sottoposto a scasso. È andata bene. Ma le riflessioni sul potere dei social e del passa-parola (gruppi whatsapp di mamme compresi), si sprecano.

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