Lecco: Asst apre la Casa di Comunità ai cittadini

L’evento ha permesso di scoprire i servizi integrati di salute e welfare. I professionisti hanno illustrato gli spazi dedicati al supporto sociale e clinico.

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Essere più vicini alla gente per far sì che la popolazione, nel momento in cui entra in Casa di Comunità, trovi una risposta alle proprie esigenze di salute e non solo. È questo il perché dell’Open Day promosso da Asst Lecco martedì mattina alla CdC di via Ghislanzoni a Lecco. Una visita che ha coinvolto diverse figure professionali nell’accompagnare i cittadini nei vari spazi di salute della casa. A partire dal punto unico d’accesso, il Pua, appena inaugurato.

«Nella Casa di Comunità di Lecco - spiega la coordinatrice infermieristica Roberta Ferradini - troviamo un amministrativo che si occupa dell’accoglienza e il segretariato sociale del Comune di Lecco. Per cui abbiamo due operatori che fondono sociale e sanitario per offrire risposte alla cittadinanza. Dopo il Pua troviamo gli sportelli per scelta e revoca del Medico di Medicina Generale, per tutto quello che riguarda la tessera sanitaria e la prenotazione degli esami o delle visite che vengono fatte qui in Casa di Comunità». Quindi si accede alla parte ambulatoriale, subito dopo la sala d’aspetto. Prima stanza è il punto prelievi: «Il punto prelievi - spiega Ferradini - è un punto prelievi, non un centro prelievi. È aperto solo il giovedì mattina per i pazienti dai 74 anni su. La prenotazione viene fatta tramite Pua e la popolazione può venire tranquillamente». Subito dopo troviamo l’ambulatorio degli infermieri di famiglia e comunità. Qui vengono eseguite tutte le prestazioni infermieristiche che vanno dalle prestazioni pure, come può essere la rimozione o sostituzione di un catetere vescicale, piuttosto che una medicazione di un’ulcera, o la terapia iniettiva. Ovviamente la differenza tra la prestazione in Casa di Comunità e quella ospedaliera è che qui avviene una presa in carico anche con lo specialista e il medico di medicina generale. Nel senso che l’infermiera lavora in stretto contatto con il medico di medicina generale per seguire proprio il paziente nello sviluppo della sua storia sanitaria.

«Ad esempio un paziente che ha un’ulcera diabetica, oltre alla cura dell’ulcera ci sarà una presa in carico anche per tutto quello che è il monitoraggio del diabete e del suo andamento, dell’aderenza terapeutica e quant’altro». Proseguendo nella visita ci si trova davanti all’ambulatorio di cardiologia e diabetologia, l’ambulatorio specialistico. Qui vengono eseguiti gli Ecg e le visite cardiologiche e le consulenze con la diabetologa sempre su prenotazione al Pua ma anche al Cup ospedaliero o tramite il medico di medicina generale. E, appunto, alla Casa di Comunità si trovano anche dalle 8 alle 20 ogni giorno da lunedì a venerdì i medici di medicina generale. «Sono medici - continua la coordinatrice infermieristica - che prestano delle ore di servizio in Casa di Comunità (6 a settimana). Servono a chi non ha ancora un medico o anche a chi si trova a passare da Lecco o non è più residente e ha bisogno di un consulto, anche se il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico di medicina generale che conosce la storia clinica dei vari pazienti e sa tutto dei loro assistiti». Infine c’è la stanza dell’assistente sociale. Che ruolo ha nella Casa di Comunità? «Soprattutto – conclude Ferradini - quello di interfacciarsi con gli operatori sanitari e trovare delle soluzioni. In Casa di Comunità non si lavora da soli, si lavora in equipe per cui tutti i pazienti sono valutati nel loro complesso. Magari hanno bisogno di una valutazione sociale perché il paziente, facciamo un esempio, ha un diabete ma magari non mangia correttamente perché non può prepararsi i pasti, perché non riesce andare a fare la spesa. Allora ci si confronta con gli assistenti sociali che cercano di trovare una soluzione di vita sia sanitaria che sociale».

Casa di comunità di Lecco. Video di Marcello Villani

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