Lecco, avviato l’iter per il gemellaggio con Betlemme

Gattinoni ha consegnato una lettera d’intenti. Dopo l’approvazione dei consigli comunali delle due città, si potrà procedere alla firma. Appello dei sindaci a visitare la Terrasanta.

Lecco

È stato avviato il percorso verso la firma di un gemellaggio tra Lecco e Betlemme. Lo ha annunciato il sindaco Mauro Gattinoni durante la conferenza stampa sul viaggio istituzionale in Palestina realizzato lo scorso fine settimana insieme ai sindaci di Arese, Gorgonzola, Legnano, Lesmo e Seregno. «Ho consegnato al sindaco di Betlemme una lettera di gemellaggio. Lo scopo è costruire anche sul piano istituzionale un legame con la città» ha sottolineato Gattinoni. Si potrà arrivare alla firma effettiva del gemellaggio solo dopo l’approvazione di un’apposita delibera da parte dei consigli comunali delle due città. «Una ventina di altri comuni italiani sono già gemellati con Betlemme. Lì c’è una fondazione di comunità che finanzia cinque diverse linee di progetti» ha aggiunto il primo cittadino lecchese.

In generale, tutti i sindaci intervenuti hanno rilanciato la richiesta raccolta sul campo nei quattro giorni trascorsi tra Betlemme, Gerusalemme e Gerico: raccontare ciò che accade alle rispettive comunità e invitare le persone a recarsi in Terrasanta. «Prima della guerra – ha sottolineato il sindaco di Seregno Alberto Rossi – Betlemme registrava in media 2.2 milioni di turisti ogni anno. Nella settimana in cui eravamo giù c’erano non più di cento stranieri. Eppure, non abbiamo vissuto momenti di pericolo. Non c’è stato un palestinese che non abbia avuto un giudizio nettissimo sul 7 ottobre. Rappresentanti istituzionali hanno ribadito come Hamas abbia servito la causa del governo israeliano. È molto importante spezzare l’equazione palestinesi = terroristi = Hamas».

Lorenzo Radice, sindaco di Legnano, ha raccontato di aver provato «la stessa tristezza vissuta durante il periodo del Covid» vedendo le strade di Betlemme con «un negozio aperto ogni dieci». «Occorre decostruire i pregiudizi e le convinzioni – ha aggiunto Luca Nuvoli, sindaco di Arese – La Palestina ha bisogno che gli venga ridata una dignità. Faccio fatica a non definire Israele uno stato di polizia dove l’imponente presenza militarizzata e le misure di sicurezza stanno portando allo stremo la convivenza civile». Per il sindaco di Gorgonzola Ilaria Scaccabarozzi, promotrice del viaggio, «la situazione è peggiorata» rispetto al suo precedente pellegrinaggio con la sua parrocchia lo scorso agosto. «Mentre prima ci volevano venti minuti, ora ci vuole un’ora per fare il tragitto tra Gerusalemme e Betlemme. Ci hanno raccontato le difficoltà che hanno i palestinesi nel muoversi» ha spiegato Scaccabarozzi. Anche Sara Dossola, sindaco di Lesmo, ha evidenziato come «la narrazione che viene fatta è riduttiva rispetto a quanto sta avvenendo in Palestina» ed «è fondamentale non girare lo sguardo per restare umani».

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