
Cronaca / Lecco città
Mercoledì 27 Agosto 2025
Lecco, crisi demografica: meno abitanti e sempre più anziani
Nel 2050 il 33% della popolazione sarà over 65. Brivio, già sindaco del capoluogo lariano e presidente uneba: »Serve ripensare le case di riposo e gli spazi di socializzazione»
Lecco
«Di fronte alla crisi demografica ci vogliono politiche trasversali, che incontrino le diverse tematiche che questo fenomeno interessa – spiega Virginio Brivio, già sindaco di Lecco e presidente Uneba, l’associazione che raccoglie le Case di riposo – Sul tema della crescita esponenziale degli anziani dovranno intervenire anche i Piani di governo del territorio, definendo la costruzione di abitazioni che abbiano luoghi di socializzazione capaci di evitare il pericoloso isolamento delle persone più fragili».
Le parole di Brivio sono in sintonia con dei dati allarmanti. Nel 2050 Lecco avrà 46.677 abitanti, contro gli attuali 47.125. Di questi, il 33% saranno over 65 mentre il 14% saranno over 80, contro un “peso” ad oggi del 26% e del 9%. Gli under 20, invece, scenderanno dagli attuali 7.694 a 6.978 unità nel 2030 per poi risalire leggermente a 7.101 unità nel 2050.
Nel complesso si tratta di un calo di circa il 7%, inferiore di 3 punti percentuali rispetto a quello registrato dagli under 20 a livello provinciale, destinati a diminuire del 10% circa. Un calo importante in un’area caratterizzata dalla presenza di decine di piccoli Comuni. L’età media nel capoluogo, oggi pari a 47,8 anni, salirà progressivamente fino ai 48,6 anni del 2030 e ai 50,3 anni del 2050.
«La crescita esponenziale degli anziani – continua Brivio – chiama in causa anche le Case di riposo, che dovranno “andare più a domicilio”, prevenendo le situazioni acute e posticipando il più possibile il distacco dell’anziano dal luogo che gli è caro». I lecchesi, oltre a diventare sempre più vecchi, saranno sempre di meno: dagli attuali 333.270 abitanti si scenderà ai 327.314 del 2050. L’inserimento nel mercato del lavoro degli under 35, che diminuiranno di oltre 13 mila unità entro il 2050, sarà pertanto sempre più decisivo non solo per i lavoratori ma anche per le imprese in uno dei territori più vivaci del paese dal punto di vista imprenditoriale.
«Sui temi legati alla crisi demografica, la politica può fare molto, ma non si può più perdere tempo – sottolinea Alfredo Marelli, già segretario generale della Cisl Lecco ed amministratore cittadino – Si deve trovare il modo di intervenire con investimenti mirati che aiutino giovani e famiglie e diano loro la possibilità di crescere. È evidente che siamo di fronte ad un fenomeno che non si può invertire in qualche giorno, ci vogliono anni e anche per questo non si può più perdere tempo. Siamo arrivati a questo punto per un cambiamento del tessuto sociale che non abbiamo saputo governare o che abbiamo sottovalutato».
Uno degli elementi che, sempre secondo Marelli, non è stato supportato è stata la famiglia: «Oggi in famiglia si lavora in due, gli stipendi non sempre sono adeguati e mancano i servizi che possono favorire la nascita dei figli. Questi servizi devono essere introdotti se si vuole invertire l’indice delle nascite». La crisi demografica coinvolge anche un sistema scolastico chiamato da un lato a garantire un’istruzione di qualità, ma dall’altro a far fronte alla costante diminuzione del numero di alunni. Alcuni interventi già in corso, come il cantiere per il terzo nido comunale a Bonacina, o prossimi a partire, come l’ampliamento del campus del Politecnico, diventano strategici. «Altri due aspetti in questo contesto sono fondamentali: la conciliazione dei tempi tra vita e lavoro e la politica della casa – conclude Marelli – Sono elementi determinanti per consentire alle famiglie una programmazione che non escluda i figli».
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