Lecco: «Demoliamo l’asilo di Bonacina»

Trecento cittadini firmano una petizione per abbattere, riprogettare e ricostruire l’immobile che era destinato all’asilo nido Archimede, distrutto dall’incendio divampato lo scorso giugno. Il sindaco Boscagli li incontrerà nei prossimi giorni.

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«I 300 firmatari della petizione sul futuro dell’asilo nido di Bonacina hanno una giusta preoccupazione, nelle prossime settimane li incontrerò, poi coi reali dati tecnici alla mano vedremo».

Il sindaco Filippo Boscagli, ricevuta la petizione che ha come primi firmatari gli avvocati Dino Artusi e Paolo Carminati, e Carla Mendola, chiede all’Amministrazione comunale di demolire, riprogettare e ricostruire l’immobile dell’ex scuola elementare Filzi via Timavo a Bonacina, destinato – una volta conclusa la riqualificazione – ad asilo nido.

Immobile che a giugno era stato gravemente danneggiato da un incendio.

«Premesso che ormai destinare l’ex scuola a nido non ha più gran senso visto che il nido Archimede ha trovato spazio alla materna di via Aldo Moro, si dovrebbe pensare ad un’altra finalità per il rione di Bonacina - dice Artusi -. E soprattutto si dovrebbe rivedere il progetto in quanto le guglie previste sul tetto andavano a creare ambienti scuri, mentre servono spazi luminosi. Qualsiasi sarà poi la sua finalità, anche se dovrebbe restare asilo nido ci vogliono dei posteggi perché in zona non ce ne sono».

Oltre al nido di via Aldo Moro, comunale, è stato recentemente inaugurato il nido paritario “La Vigna” a Maggianico.

I firmatari chiedono di rivedere il progetto della costruzione, o almeno quello della parte superiore e vorrebbero un confronto aperto con tutto il quartiere, con chi a Bonacina vive.

«L’estetica dell’edificio solleva perplessità richiamando la sagoma della copertura, più che le guglie del Resegone sembrano camini di infausta memoria. Inoltre chiediamo che venga allargato il tratto iniziale di via Timavo, per tutto il perimetro della struttura, per consentire maggiore sicurezza al transito veicolare e pedonale - prosegue Artusi -. Dopo l’incendio il cantiere è stato chiuso e ci chiediamo fino a quando resterà in quello stato».

Mesi? Forse anni considerati i tempi della burocrazia e delle assicurazioni che dovranno rifondere i danni.

Certo è che non sarà un percorso breve, e proprio per questo nel rione vorrebbero un coinvolgimento diretto per fare delle valutazioni e trovare la giusta destinazione della vecchia scuola primaria, e rivedere il progetto inserendolo nel contesto della zona.

«La realizzazione di un’opera pubblica, soprattutto se destinata ad accogliere bambini deve garantire i più elevati standard di sicurezza, qualità costruttiva, funzionalità e durata nel tempo», proseguono i firmatari della petizione che chiedono al Comune di fare un’attenta verifica dei materiali utilizzati.

La petizione era stata proposta a fine agosto nell’ambito della festa di Bonacina ed aveva avuto subito un buon riscontro. Ora il prossimo passo è quello dell’incontro con il sindaco Boscagli, poi si faranno le valutazioni e si deciderà il futuro della struttura che per decenni ha accolto intere generazioni di bambini, poi la denatalità si è fatta sentire e sono mancati gli iscritti. Chiusa la scuola le famiglie del rione hanno scelto perlopiù l’elementare di San Giovanni.

Per qualche anno l’edificio di via Timavo era rimasto chiuso poi il Comune con l’allora sindaco Mauro Gattinoni, aveva optato per realizzarci un asilo nido. A giugno però le fiamme avevano avvolto il cantiere.

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