Cronaca / Lecco città
Sabato 03 Gennaio 2026
Lecco: ennesima rissa in stazione. Ferito un tassista. «Ora basta, vogliamo l’esercito»
L’episodio venerdì sera fra due bande di giovani extracomunitari. I colleghi: «Pronti a scioperare»
Lecco
«Non ne possiamo più. Siamo pronti a scioperare». La misura è davvero colma per i taxisti di piazza Stazione, vittime di veri e propri assalti ogni giorno, seppur indirettamente, da parte di bande di ragazzini. L’ultimo episodio l’altro giorno, venerdì, alle 18: una compagnia di ragazzi di presunta origine maghrebina, che abitualmente staziona proprio dietro ai taxi, sui gradoni, si confronta a suon di urla, spinte, e poi pugni. Una rissa breve e violentissima, che richiama subito l’attenzione delle forze dell’Ordine, giunte sul posto in pochi minuti. Ma le sirene spiegate fanno scappare tutti i coinvolti. Sul selciato rimane un taxista che ha l’alluce del piede rotto: infatti, nella calca e nella colluttazione, lui, che era dentro la cabina telefonica dei taxisti, viene colpito accidentalmente al piede e si fa male. Poi, all’arrivo di polizia e carabinieri, la baby gang si dissolve, temporaneamente. Poi gli stessi ragazzi si ritrovano sempre lì, pochi minuti dopo. Quello che, evidentemente, ha fatto le spese della rissa ed è ancora molto su di giri, decide di recarsi sui gradoni che sovrastano la piazza dopo aver preso dei sanpietrini dal selciato e, con quelli, comincia a bersagliare i suoi aggressori, quelli della bagarre di pochi minuti prima.
Così, nel mirare loro, tira sassate a tutto e tutti: sfonda un vetro della cabina dei taxi e poi uno dell’insegna dell’edicola di Francesco Mosca. «Ho sentito della rissa, ero in edicola, ma me ne sono stato dentro per sicurezza. Ho sentito le sirene e la gente che scappava qua fuori. Roba di tutti i giorni qui, dov’è la notizia?» si chiede l’edicolante. «Ma poi, dopo qualche minuto che la situazione sembrava essersi tranquillizzata, ho sentito due tre “botti”. Pensavo a dei petardi, ma poi i taxisti mi hanno fatto vedere il danno alla mia vetrina. Erano cubetti di porfido che volavano, altroché. Non se ne può davvero più».
E i taxisti, che oltre ai danni valutabili in qualche centinaio di euro alla cabina hanno visto ferire un collega, non stanno più zitti: «Siamo pronti a scioperare» spiega Pierluigi Triboli, presidente del consorzio dei radiotaxi (13 su 14 operatori della piazza). «Siamo pronti a incrociare le braccia se le forze dell’Ordine, il sindaco, il prefetto, le autorità in genere, non risolveranno la faccenda. Chiediamo l’intervento dell’Esercito come succede a Milano, a Como, in altre città. Non possiamo più lavorare qui, ma neanche stare tranquilli». Triboli parla di giornate sempre uguali, sempre peggiori: «Si trovano dietro i nostri parcheggi. Abbiamo chiesto di mettere una ringhiera perché non si possano più sedere qui, anche perché non possiamo posteggiare le nostre auto: ci minacciano, ci insultano se proviamo a dire loro qualcosa. Ma non si può certo andare avanti così. Anche la gente ha paura di loro, ma passa e se ne va. Noi restiamo qui, ostaggi, per tutta la giornata. E quando viene buio è terra di nessuno». Le immagini delle telecamere sono allo studio delle forze dell’Ordine. E chi ha tirato i “sassi” sarebbe stato identificato dalla Polfer, così avrebbero detto ai taxisti e all’edicolante. «Ma non faranno niente a nessuno» scuote la testa un altro taxista, da noi ascoltato dopo lo sfogo di Triboli «e saremo sempre qui a rischiare solo per poter fare il nostro lavoro».
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