Lecco, inaugurata la Casa di Comunità di via Ghislanzoni

Nella nuova struttura servizi comuni, ambulatoriali e specialistici per i più fragili, oltre a segretariato sociale e continuità assistenziale.

Una casa della comunità tutta nuova, con ampi e luminosi spazi, che prende il posto dell’asilo Damiano Chiesa per ospitare soprattutto il contrario di quelli che sono i bambini, ovvero gli anziani. Un contrappasso utile soprattutto a una popolazione, quella lecchese, che invecchia e non viene sostituita dalla popolazione infantile, visto il calo demografico. Per cui oltre ai servizi comuni a tutti come il Pua, il punto unico d’accesso, gli sportelli amministrativi per la scelta e revoca del medico di medicina generale, l’ufficio esenzioni, e la parte ambulatoriale con gli infermieri di comunità, in una casa aperta H24 sia ad accesso diretto (inoculazione farmaci, medicazioni), il punto prelievo dedicato alle persone più fragili (anziani, disabili), ad accesso riservato e prenotato (le altre continueranno ad andare al centro prelievi dell’ospedale), quindi l’area della specialistica ambulatoriale (dotata di ecografo e cardiografo), con le specialità più gettonate ma sempre riservate ai più fragili e ai cronici: cardiologia, medicina interna, diabetologia... Inoltre per tutti ci sarà il servizio di continuità assistenziale (la ex guardia medica, con accesso dal numero unico armonizzato europeo, 116117), dalle 20 alle 8 e nei festivi dalle 8 alle 20, ovvero quando non sono in servizio i medici di medicina generale (di famiglia).

Gli altri servizi sono sempre aperti dalle 8 alle 20. Lo psicologo delle cure primarie e, unica casa del territorio, il segretariato sociale del Comune di Lecco facilitato dal fatto che questa Casa di Comunità insiste solo sul comune di Lecco e quindi è stato ricavato uno spazio per l’assistente sociale del comune. Alla presentazione e al taglio del nastro c’erano il sindaco Mauro Gattinoni che ha concesso lo spazio fisico per trent’anni in comodato gratuito all’Asst Lecco, il presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, poi i consiglieri regionali Mauro Piazza e Gianmario Fragomeli, il presidente della conferenza dei sindaci Emanuele Manzoni, il direttore delle cure primarie Luca Sesana, e i due direttori generali di Asst Lecco, Marco Trivelli, e di Ats Barbara Palmieri.

«Il pensiero di unire insieme le cure sanitarie e quelle sociali, è un progetto molto bello al quale tutti pensavamo da tanto. È un’integrazione sempre più necessaria. E così abbiamo accolto con entusiasmo la nascita delle Case di Comunità, nate, è vero, sotto l’urgenza del Covid, ma che ora dimostrano tutta la loro utilità. E Lecco è l’unico esempio in cui sanitario e sociale operano insieme in completa sintonia» Naturalmente Marco Trivelli, direttore generale di Asst Lecco non ha nascosto le difficoltà avute, e che perdurano, nel reperire il personale che non è ai massimi consentiti, ma è sufficiente per garantire efficacemente l’apertura (e l’accreditamento) della Cdc di Lecco e delle altre sette case del territorio.

«La Casa della Comunità potrebbe essere la leva che permette quell’integrazione tra cure sociali e cure sanitarie, sul territorio, che dopo il Covid abbiamo implorato e della quale noi percepivamo il bisogno da quindici anni, visto che Regione Lombardia aveva già cercato di colmare la frattura tra sociale e sanitario inventando i Creg e i Prest, come esperimenti di integrazione sul territorio delle cure primarie. Ma qui, a Lecco, questo è un ulteriore passo in avanti: qui il sociale incontra il sanitario nello stesso luogo. E questa Casa della Comunità si avvia a essere emblematica per la fusione tra sociale e sanitario: la persona deve essere curata a tutto tondo. Quale accompagnamento necessita, quali esigenze, condizioni di vita e lavoro, vive. E di quali cure ha bisogno... Qui si cerca di rispondere a tutte queste domande».

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