Cronaca / Lecco città
Martedì 29 Settembre 2026
Lecco, licenziato per una bottiglietta d’acqua: il Tribunale gli riconosce 12 mensilità
La guardia privata era stata licenziata per giusta causa dopo aver preso una bevanda dal bar delle Meridiane senza pagarla: per il giudice la condotta non giustificava il licenziamento.
Lettura 1 min.Lecco
Stipendio a poco più di mille euro al mese, per 40 ore settimanali come guardia privata addetta al controllo in entrata e in uscita dei clienti in un centro commerciale, con turni dalle tre del pomeriggio alle dieci di sera. Licenziato “per giusta causa” a dicembre 2025, dopo aver preso una bottiglietta d’acqua al bar della galleria delle Meridiane (senza pagarla), ora il lavoratore ha ottenuto dal tribunale civile il diritto a ottenere un’indennità pari a 12 mensilità. Il giudice del lavoro Federica Trovò ha ritenuto sproporzionato il trattamento riservato all’ex dipendente della società che forniva personale per la vigilanza al centro commerciale, il quale ha prestato anche la sua testimonianza, dalla quale emerge uno spaccato del mondo del lavoro fatto di rapporti sottopagati e altri aspetti poco trasparenti, a giudicare dal suo racconto. «Ho lavorato per 4 anni ho sempre lavorato per la stessa società che però cambia nome. C’è un bar in galleria del centro commerciale le Meridiane, è tutto aperto, non era la prima volta che prendevo dell’acqua, il barista lo sapeva e poi andavo per pagare e magari lui mi diceva che non serviva. Però facevo spesso questa cosa, il bar era chiuso e quindi non potevo pagare. Anche qualche mio collega lo faceva. Era già capitato che io avessi preso l’acqua quando il bar era chiuso. Il datore di lavoro cercava l’occasione per licenziarmi, perché io sono l’unico in regola; gli altri sono assunti per otto ore al mese e invece lavorano otto ore al giorno. L’accordo per licenziarmi era tra il capo della sicurezza e un altro, entrambi hanno contratti a chiamata, prendono in busta paga 150 euro, per il resto li pagano in contanti». Il datore di lavoro non si è costituito in giudizio. Il giudice ha considerato la condotta del lavoratore non sufficiente a “giustificare il licenziamento”, ma passibule al massimo di una «diversa sanzione disciplinare”.
L’uomo è stato raggiunto alla fine dello scorso anno da questa comunicazione: «In data 9 novembre 2025, durante il suo turno lavorativo 15.00/22.00 presso il centro commerciale, lei si recava al bar presente all’interno della galleria commerciale impossessandosi senza nessuna autorizzazione di alcune bevande presenti all’interno del frigo bar». Nella sentenza vengono poste in rilievo alcune circostanze: il «modestissimo valore della bottiglietta», e anche la mancanza di «rimostranze espresse dal barista o dalla direzione del centro commerciale». Il rapporto ha avuto una durata relativamente breve, ma l’ex dipendente ha dimostrato di avere in realtà prestato la stessa attività lavorativa per alcuni anni ed alle dipendenze della stessa società, che però cambiava continuamente denominazione. Sulla quantificazione dell’indennità hanno inciso anche «la modestissima entità del bene sottratto e l’assenza di ulteriori pregiudizi a carico del datore di lavoro».
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