Lecco, Ponte Vecchio: dal 7 gennaio stop all’ampliamento orari

Palazzo Bovara non proroga l’ordinanza che aveva esteso l’apertura del viadotto medievale. In arrivo il quarto ponte sul Bione e stop al momento alla seconda corsia sul Kennedy.

Lecco

Dal 7 gennaio gli orari di utilizzo del ponte Azzone Visconti torneranno quelli abituali: il viadotto medievale sarà aperto solo dal lunedì al venerdì, nei giorni feriali, dalle 6 alle 11 con un senso unico in entrata, ovvero da Malgrate verso Lecco, e dalle 14 alle 20 con un senso unico in uscita da Lecco. Palazzo Bovara ha infatti deciso di non prorogare l’ordinanza con cui lo scorso 3 dicembre gli orari di utilizzo del ponte erano stati ampliati.

Quel provvedimento era stato definito fin da subito come «temporaneo», ovvero teso ad alleviare i disagi degli automobilisti alle prese con una viabilità ingolfata a causa del traffico natalizio e dei molti cantieri sovrapposti. Il più impattante tra questi interventi, ovvero il nuovo maxi – svincolo del Bione, è ormai giunto sul rettilineo finale: tra il 19 e il 25 gennaio verrà inaugurato il nuovo quarto ponte tra Lecco e Pescate e pertanto le due rotonde entreranno in funzione a pieno regime.

Benché i dati definitivi non siano ancora disponibili, inoltre, nelle settimane in cui l’ordinanza di ampliamento degli orari è stata in vigore sul ponte Vecchio sarebbero transitati poco più di 300 veicoli, praticamente un granello di sabbia rispetto all’onda di decine di migliaia di veicoli che percorrono quotidianamente il Kennedy e il Manzoni.

Di contro, il provvedimento di inizio dicembre era frutto anche dell’interlocuzione con Confcommercio, la quale aveva accolto con favore l’apertura al transito del ponte Vecchio nel weekend e nei festivi. Da tempo, del resto, da più parti si chiedeva all’amministrazione Gattinoni di rivedere l’ordinanza di fine 2022 con cui era stata introdotta l’attuale regolamentazione del ponte Vecchio, ampliando stabilmente gli orari oppure ripristinando le due corsie di marcia. Una richiesta, quest’ultima, sempre respinta da palazzo Bovara anche perché sul viadotto medievale non c’è spazio per due corsie di marcia e un passaggio ciclopedonale protetto. Una dinamica molto simile, peraltro, si sta per aprire anche rispetto al ponte Kennedy.

Nella conferenza di fine anno il sindaco Mauro Gattinoni ha annunciato che il Comune, proprietario del viadotto, non intende ripristinare la seconda corsia in ingresso in città nemmeno dopo la fine dei lavori per la posa dei tubi del teleriscaldamento, prevista a fine gennaio. Da mesi era noto come palazzo Bovara avesse in mano delle perizie tecniche secondo cui al momento il ponte non ha le caratteristiche strutturali per reggere le tre corsie. Tuttavia, durante la conferenza Gattinoni ha precisato che il dossier rimarrà fermo fino a quando non arriveranno garanzie da Anas e Regione non solo rispetto ad una compartecipazione ai costi per il consolidamento strutturale del Kennedy, su cui Anas ha già aperto, ma anche rispetto alla riqualificazione della rotonda a Malgrate e alla creazione della nuova rotonda sulla provinciale in località Fabusa sempre a Malgrate. Il riferimento non è casuale: a valle delle interlocuzioni tra Provincia e comuni del circondario lecchese svoltesi negli scorsi mesi era stato stabilito che queste opere erano fondamentali per andare poi a inserire sul Kennedy due corsie in uscita dalla città ed una in ingresso, come richiesto dal Comune di Lecco. Solo per consolidare il ponte servono due milioni di euro secondo le prime stime.

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