Tolto dal municipio lo striscione contro la guerra

Polemica per la scelta della giunta Boscagli. Il sindaco: «Non vogliamo utilizzare la facciata per comunicazioni che non siano istituzionali»

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Lecco

Lo striscione della campagna “R1PUD1A” di Emergency è stato rimosso dalla facciata di palazzo Bovara, sede del Comune di Lecco. «È una scelta che riteniamo incomprensibile, - attacca Pietro Regazzoni, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale - perché non riguarda un simbolo di parte, ma il richiamo a uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione: il ripudio della guerra. Per questo chiediamo all’amministrazione Piazza-Boscagli di spiegare pubblicamente le ragioni di questa decisione. In un momento storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, riteniamo che anche le istituzioni locali abbiano il dovere di promuovere i valori della pace, del dialogo e del rispetto del diritto internazionale. Ci auguriamo che questa decisione venga rivista».

La campagna “R1PUD1A” di Emergency era stata indetta già nel 2024 per ricordare e promuovere il contenuto dell’articolo 11 della Costituzione: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali ...».

Il Comune di Lecco, all’epoca guidato dall’amministrazione di Mauro Gattinoni, aveva aderito nel gennaio 2025 ed era stato il primo comune della provincia a farlo. «Non siamo a conoscenza delle ragioni di questa decisione e non ci risultano comunicazioni ufficiali ai volontari del gruppo locale di Emergency. – aggiunge Milva Caglio, delegata provinciale a diritti e pace di Alleanza Verdi – Sinistra - Qualora fosse una decisione definitiva questa assumerebbe un forte valore simbolico e che merita una riflessione pubblica. Sarebbe inoltre un’incoerenza piuttosto evidente da parte di un Sindaco che nel suo discorso di insediamento ha citato quel Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, che fu tra i primi a credere alla diplomazia delle città, capace di portare la Pace laddove gli stati generavano conflitti. L’adesione alla campagna di Emergency rappresentava un messaggio di pace, di rispetto del diritto internazionale e di fedeltà ai valori costituzionali. La sua rimozione, al contrario, trasmette un segnale che riteniamo profondamente sbagliato, soprattutto in un momento storico in cui il mondo è attraversato da conflitti devastant».

Immediata la replica del sindaco. «L’intenzione di questa amministrazione – evidenzia Filippo Boscagli - è di non utilizzare le facciate dei palazzi istituzionali per esposizioni di alcun tipo, fatta eccezione per periodi estremamente brevi e per comunicazioni ritenute urgenti e di particolare rilevanza. Riteniamo infatti che le quattro bandiere – Lecco, Regione Lombardia, Italia ed Europa – rappresentino al meglio la comunità che siamo chiamati a rappresentare e i valori costituzionali e repubblicani che la ispirano. Nel merito della questione, lo striscione era da tempo anche in condizioni di forte deterioramento, tanto da essere tenuto insieme con strisce di nastro adesivo, risultando pertanto poco dignitoso per un luogo istituzionale e per il messaggio stesso che intendeva veicolare».

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