Lecco, scontro sul Bione: «Progetto da rifare con le associazioni»

Centro sportivo Continua il dibattito sulla proposta presentata dalla cordata guidata da In Sport Bettega: «Chi paga in caso di costi finali più alti?»

Lecco

«Non stiamo facendo nostro un progetto, non abbiamo ancora un progetto. Stiamo dando il “semaforo verde” all’operatore economico affinché possa procedere allo sviluppo della proposta». I chiarimenti dell’avvocato Paola Roullet, consulente scelto dal Comune, non hanno alleviato la tensione che si respirava mercoledì sera durante la seconda commissione convocata per esaminare la dichiarazione di “pubblica utilità” sulla proposta di partenariato pubblico – privato presentata dalla cordata di Intesa Costruzioni e In Sport per la riqualificazione complessiva del Bione.

«La dichiarazione di pubblico interesse – ha aggiunto l’avvocato Roullet - non è legata all’assunzione da parte dell’ente di alcun obbligo in relazione ad un progetto e un contratto che ancora non ci sono. Se e quando li avremo, il progetto di fattibilità tecnico-economica e la bozza di convenzione dovranno essere valutati punto per punto. Se il progetto ci piacerà, allora ne dichiareremo la pubblica utilità, entrerà nel nostro piano delle opere e lo metteremo a gara». Sul tavolo sono rimaste diverse domande. «Se le prescrizioni che avete messo comportano una variazione dei costi come ce la facciamo stare dentro? Quale potrebbe essere la loro incidenza?» ha chiesto la capogruppo leghista Cinzia Bettega.

Tranne due, la gran parte delle prescrizioni imposte dal Comune ai proponenti per procedere con l’iter riguardano l’allocazione dei rischi, ovvero il fatto che, per come è formulata al momento la convenzione, il privato non si assume in maniera sostanziale tutti i rischi di cui si dovrebbe farsi carico in un partneriato pubblico–privato.

Fabrizio Robbiano, l’altro consulente scelto dal Comune, ha peraltro precisato che l’eventuale conclusione dell’iter del partenariato arriverà in un momento in cui «il mercato finanziario avrà determinate condizioni». Ciò potrebbe già di per sé cambiare i termini finanziari di una proposta che al momento, prevede interventi per circa 26 milioni di euro, di cui 24 a carico al Comune per un esborso, compresi gli interessi, di oltre 34 milioni di euro in vent’anni.

«La gestione del centro civico Pertini è stata data ad alcune associazioni giovanili. Non si poteva fare con le associazioni sportive un’operazione simile sul Bione?» ha aggiunto il consigliere di Orizzonte per Lecco Corrado Valsecchi.

Lorella Cesana di Lecco ideale ha invece ricordato che «non è vero che il Bione non lo vuole nessuno» perché «Acinque aveva criticato pubblicamente quest’amministrazione in relazione al fatto che non si era dato sufficiente corso al progetto che era stato da loro proposto», nonostante lo stesso prevedeva che «tutti i costi» fossero a carico della stessa società.

«Perché un progetto da 35 milioni di euro dev’essere approvato a due mesi dalle elezioni in un clima di enorme divisione in città?» ha concluso Giovanni Tagliaferri di Orizzonte per Lecco.

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