Cronaca / Lecco città
Venerdì 28 Agosto 2026
Lecco, truffe agli anziani: «Persi anche 80mila euro in un clic»
Alla Casa della Carità l’incontro con la Questura: sms, finti operatori bancari e falsi poliziotti tra i raggiri più diffusi. «Il telefono può diventare una finestra sul mondo».
Lettura 1 min.Lecco
Il telefono cellulare come una “finestra sul mondo”, dietro la quale, spesso, “si nasconde il nemico”, che “non bussa più solo alla porta”, ma che si può manifestare con un semplice sms in cui si adombrano movimenti sospetti sul proprio conto corrente. Sono tante le storie emerse ieri pomeriggio nell’incontro organizzato alla Casa della Carità di via San Nicolò dedicato al fenomeno delle truffe, riservate soprattutto ad anziani e a persone con fragilità. Davanti a una platea composta quasi esclusivamente da donne, ha parlato l’ispettore Stefania Cusatis, della Questura di Lecco, instancabile in un’opera di continua sensibilizzazione sul tema fatta di contatti diretti con la comunità e i cittadini. La poliziotta ha tracciato un excursus delle più comune modalità di raggiro che colpiscono maggiormente la fascia della popolazione in terza età. Un’esposizione partita con una considerazione per nulla rassicurante. “Assistiamo a un aumento esponenziale delle truffe, negli ultimi tempi, che vengono messe a segno soprattutto come conseguenza della digitalizzazione dei servizi”. Se infatti la tecnologia, da un lato, semplifica la vita, dall’altro “espone a molti rischi”. Tra le decine di persone presenti, tutti o quasi si sono dichiarati possessori di un telefono collegato a internet, nel quale sono riversati i propri dati, con una rubrica, sia della memoria che si whatsapp, nella quale figurano tutti i contatti personali. Un esempio? L’arrivo dell’sms che avverte di una “attività fraudolenta” sul proprio conto corrente di fiducia. Chi chiama il numero di telefono collegato, si sente dire che riceverà una successiva chiamata dalla polizia, nella quale verrà invitato a trasferire i propri risparmi “su un conto sicuro”, attraverso un “bonifico istantaneo”, con l’ulteriore avvertimento di “non parlarne con gli impiegati della banca perché sono collusi”. Storie che sembrano inverosimili ma che invece arrivano davvero a funestare la vita delle persone: “Ho trattato casi di persone che hanno perso anche 80mila euro in un clic. Se lo racconto io può avere un impatto relativo – ha detto l’ispettore – ma se lo sentiste dalla voce di una vittima è come ricevere una lama dritta nel cuore”. Nel ricordare l’importanza fondamentale di chiamare sempre, in caso di minimo sospetto, il 112, numero unico di emergenza, sono emersi anche alcuni consigli pratici: “A volte la tecnologia può aiutare, con una spesa di pochi euro si po’ collegare il proprio videocitofono al cellulare dei nostri figli o parenti, in questi casi la tecnologia può aiutare” .
Federico Berni
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