Maggianico, svolta per l’ex convento: diventerà residenziale

L’Amministrazione ha accolto il cambio di destinazione d’uso proposto dall’arcidiocesi, aprendo a nuove prospettive per la struttura chiusa dal 2014. In passato ospitò anche migranti e senzatetto.

Lecco

Chiuso dal 2014 l’ex convento delle suore di Maria Bambina, di via alla Fonte, è destinato a diventare residenziale e ricettivo.

Oggi è una struttura di rete Sai, il sistema di accoglienza e integrazione in Italia, coordinato dalla cooperativa L’Arcobaleno, e accoglie oltre una ventina di persone su due piani del grande edificio circondato dal parco.

L’Amministrazione comunale ha accolto la richiesta di cambio di destinazione d’uso formulata dall’arcidiocesi di Milano attraverso un’osservazione al nuovo piano di governo del territorio. Sostituito il vincolo di destinazione ad attrezzature religiose con un ampio ventaglio di destinazioni d’uso, compreso il residenziale e il ricettivo, renderà più agevole il recupero dell’immobile, composto da quattro piani.

La stessa arcidiocesi nell’osservazione evidenzia come negli scorsi anni non è stato possibile perseguire alcuna ipotesi di ristrutturazione dell’edificio, dove in passato erano stati accolti per un periodo prima dei migranti e poi dei senzatetto, proprio per la presenza di quel vincolo di destinazione ad attrezzature religiose.

Sarà poi l’arcidiocesi di Milano a decidere se vendere o meno; già in passato si era presentata una multinazionale svizzera che voleva acquistare l’ex convento e trasformarlo in centro benessere, ma poi, considerato il vincolo religioso, aveva fatto marcia indietro. Il futuro ora è tutto da scrivere.

Chiuso per motivi economici: troppo alti i costi di gestione, tanto che le anziane religiose dell’ordine fondato da Bartolomea Capitanio, che risiedevano a Maggianico, erano state trasferite altrove, in altre strutture.

Il convento di via alla Fonte è una delle testimonianze degli splendori di Maggianico, quando era un comune autonomo e soprattutto località turistica e centro culturale di prestigio. Era il cuore della Scapigliatura, grazie allo stabilimento balneario Albertini, l’albergo Davide, che ospitava artisti di fama, come Amilcare Ponchielli e Antonio Carlos Gomes, che poi costruirono le loro ville proprio qui.

Quelle ville, oggi passate sotto le ali del Comune, da villa Gomes con il suo grande parco trasformata nella sede del civico istituto musicale, mentre villa Ponchielli sta recuperando splendore grazie a un gruppo di associazioni e volontari che si stanno dando da fare, e hanno rimesso in ordine, in accordo con il Comune, il parco.

Negli anni attorno al 1890 la villa di via alla Fonte era un albergo molto frequentato; nel 1899 la struttura viene acquistata dalle religiose dell’ordine di Maria Bambina, e negli anni successivi diventerà un ricovero per le suore. All’interno del giardino c’era una fontana alimentata dalla sorgente di Barco con acqua solfuro, salino e ferruginosa, riconosciuta di efficace azione salutare.

Domani, martedì, un gruppo di pensionati della Cisl farà un sopralluogo per iniziare a pulire la fontana nella parte alta del parco, raggiungibile attraverso una scala immersa nella natura, ormai chiusa e inutilizzata da tempo, e ridargli splendore.

«Il nostro obiettivo – spiega Silvano Comi, della Cisl pensionati – è quello di ripulire l’area, riaprire la fontana e sistemare il contesto attorno, con un occhio di riguardo alla statua della Madonna, dando così l’opportunità agli asili, alle scuole, alla gente del rione e a chi vuole, di conoscere questa fonte che in passato era molto frequentata».

Le religiose avevano anche fatto realizzare una fontanella all’esterno del convento, poco lontano dal cancello d’ingresso, così da permettere a chi voleva di prendere l’acqua solfurea in qualsiasi momento.

Oggi ormai l’uso di quest’acqua è passato di moda, o perlomeno non è più nota come un tempo tra i giovani, ma chi ha qualche decennio in più ricorda ancora bene quanta gente con le bottiglie e i bidoncini faceva la spola per riempire i contenitori. E molti ricordano ancora l’odore forte di quest’acqua.

© RIPRODUZIONE RISERVATA