Nido distrutto dal rogo a Lecco: il Comune studia una sede temporanea per i bambini iscritti

L’incendio che ha interessato la nuova struttura di Bonacina rischia di rinviare di diversi mesi l’apertura prevista per ottobre. Il sindaco Filippo Boscagli annuncia l’ipotesi di un “Archimede bis” per accogliere i quindici bambini già iscritti, mentre proseguono gli accertamenti sulle cause del rogo

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Lecco

L’idea quella più semplice sarebbe di suddividere i quindici bambini iscritti al nido Archimede di Bonacina nelle altre strutture comunali della città, sempre che si trovi posto. L’idea più semplice che però il sindaco Filippo Boscagli al momento scarta, guardando ad una soluzione completamente diversa.

«Ci sono quindici famiglie che hanno iscritto i loro bambini al nido Archimede, a breve parleremo con loro perché vorremmo realizzare un Archimede bis, ovvero trovare uno spazio, meglio se in una scuola materna, e allestire provvisoriamente un nido per il tempo necessario a completare tutti i lavori che saranno necessari all’edificio interessato dal rogo», spiega il sindaco Boscagli.

Giovedì attorno a mezzogiorno le fiamme hanno avvolto la struttura in costruzione, e al di là dei danni ingenti, si è subito aperto un grande punto interrogativo sul futuro degli iscritti. «L’incendio è appena avvenuto e non è ancora possibile dire quanti mesi ci vorranno per i lavori - prosegue il sindaco -, per questo stiamo facendo delle valutazioni sugli spazi disponibili, considerando anche che un nido richiede degli accorgimenti particolari come quelli legati ai servizi igienici che non possono certo essere da adulto, per questo pensiamo ad una materna».

Serviranno degli spazi idonei per il nido che accoglie bimbi dagli 0 ai 3 anni. L’obiettivo è quello di offrire un’alternativa sicura alle famiglie iscritte. Il nido Archimede avrebbe dovuto aprire ad ottobre, ma per quella data sarà ancora presente il cantiere considerati i tempi per i lavori veri e propri e quelli tecnici per individuare con sicurezza la causa del rogo, ci sarà un’indagine approfondita che dovrà dire cosa realmente è successo.

Il nome Archimede , scelto dalla precedente amministrazione comunale, nasce dalle tre lettere iniziali “Arc” presenti negli altri due nidi comunali “Arcobaleno” e “L’Arca di Noè” nell’ottica della continuità. Trentadue i posti a regime al momento sono quindici le famiglie che hanno iscritti i loro piccoli.

Il nuovo servizio nasce là dove c’era la scuola Filzi di via Timavo chiusa a giugno del 2022 per mancanza di iscritti. Le insegnanti e un gruppo di genitori avevano tentato di salvare la scuola, uno dei presidi del rione, ma era stato impossibile. Si era fatta avanti l’idea di creare un nido così da alleggerire le liste d’attesa sempre pingui, e di creare anche uno spazio per il medico che in futuro sarà presente per alcuni giorni alla settimana. I lavori sono poi passati attraverso alcuni problemi con la ditta inizialmente incaricata, poi è subentrata una seconda azienda. Purtroppo il rogo di giovedì rallenterà l’apertura.

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