Psicosi a Lecco, Boscagli: «Ricostruire una comunità fragile»

Per il primo cittadino, quanto accaduto ha mostrato le fragilità della comunità e la difficoltà degli adulti nel distinguere le fake news dalla realtà. Ora la sfida è ricostruire una rete educativa attorno ai giovani. Intanto la politica lecchese si divide sulla lettura di quanto accaduto

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Lecco

«Non c’è mai stato il rischio di vandalismi nelle scuole. Nessuno ha saputo gestire una paura che è via via cresciuta e ha mostrato le fragilità di un’intera comunità». Ripensando a quanto accaduto tra domenica e martedì, alla psicosi per il possibile arrivo di vandali in centro a Lecco dopo le minacce intercettate sui social con l’invito a trovarsi in piazza XX Settembre a fare «peggio della Francia», il sindaco di Lecco Filippo Boscagli si concentra sulla sera di lunedì, quando «è saltato in aria tutto».

«La presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine in città martedì pomeriggio – osserva il primo cittadino – è stata apprezzata e valorizzata da chi è andato a scuola o al lavoro. La questione è quanto accaduto lunedì sera, quando ci si è fermati alla paura di ciò che sarebbe potuto succedere. Di fronte a timori giustificati per le immagini di Milano, gli adulti hanno creduto alle fake news e ne hanno incentivato la diffusione. Le famiglie, le scuole e in generale gli adulti non hanno saputo intercettare né accompagnare la fragilità dei ragazzi, non sono riusciti a metterli di fronte alla realtà delle cose. Di fronte alle fragilità dei ragazzi e alle fake news il muro delle famiglie e delle scuole non ha retto».

La sfida per le istituzioni è ora rispondere ad un’emergenza educativa in un contesto in cui la stessa rete degli adulti mostra delle crepe. «È necessario – evidenzia Boscagli – sostenere con forza famiglie, scuole e tutte le istituzioni che si occupano di educazione. Bisogna ricostruire una comunità e una rete di contesti e luoghi in cui le fragilità dei ragazzi possano essere accolte in un quadro in cui ciò che circola sui social dai giovani ma anche da tanti adulti è considerato molto più veritiero di altre fonti, a tal punto da condizionare la vita quotidiana delle persone. Si tratta di un obiettivo impegnativo e non semplice da raggiungere».

Già nella mattinata di oggi Boscagli aveva diffuso sui suoi profili social un messaggio di ringraziamento a tutti gli agenti delle Forze dell’ordine impegnati nel presidio di martedì, rivendicando «l’orgoglio di aver partecipato, pur nella drammaticità di ieri, ad un momento di altissima dignità, appartenenza e unità istituzionale che con la voce della propria presenza ha mostrato il suo vero scopo: il servizio alla nostra comunità».

I commenti della politica locale

«È stato, a mio avviso, un trionfo di lecchesità e italianità». A ventiquattro ore di distanza dal presidio delle forze dell’ordine in centro a Lecco per il possibile arrivo di giovani vandali, Paolo Fiocchi, consigliere comunale di Futuro nazionale, da un lato ringrazia le istituzioni e le forze dell’ordine e dall’altro, pur condividendo «il principio secondo cui la sicurezza deve essere garantita dallo Stato», rileva come in piazza «non c’erano soltanto ultras o persone abituate a cercare visibilità sui social», ma anche «cittadini che vivono quotidianamente il centro di Lecco e che non riuscivano ad accettare l’idea che la propria comunità potesse essere consegnata alla prepotenza di delinquenti».

«Ho partecipato a manifestazioni fin da quando avevo 16 anni e non mi è mai passato per la testa di devastare vetrine o lanciare sassi contro le Forze dell’Ordine» evidenzia il coordinatore provinciale della Lega giovani Andrea Bettega, accogliendo con favore le misure introdotte dal governo dopo i fatti di Milano, a partire dall’invio di 500 militari in più.

«Martedì pomeriggio – sottolineato i Giovani democratici di Lecco - in un centro città deserto e spettrale dei tanto annunciati “maranza” non si è vista traccia: gli unici a presentarsi sono stati un manipolo di estremisti, venuti a raccogliere i frutti del clima di terrore costruito ad arte nelle ultime ore. Chi sperava di zittire i giovani, però, ha sbagliato i conti. In questi giorni decine di migliaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza in modo pacifico e responsabile, e a loro va tutta la nostra vicinanza».

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