Quarto ponte, entrano nel vivo le opere di ripristino delle sponde: la fine entro l’estate

Sgombero cantiere e ripristino sponde dell’Adda: i prossimi passi di Anas e le sfide per il futuro del parco Addio Monti.

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Lecco

Dovrebbero essere ultimati per la fine dell’estate, quindi tra settembre e ottobre, lo sgombero del cantiere del quarto ponte e il ripristino delle due sponde dell’Adda. Da Anas arriva la conferma che le operazioni entreranno nel vivo a partire dalla prossima settimana. Dovrebbe invece essere ultimato per fine agosto il maxi-svincolo in località Bione.

«Al momento – spiega l’assessore ai lavori pubblici Stefano Parolari – siamo all’interno del termine di fine lavori, fissato al 31 agosto. Mancano da realizzare le asfaltature, da completare la segnaletica e da collocare le piante. Visto il forte caldo sarebbe stato un suicidio seminare in questo periodo. Dal punto di vista viabilistico quello che doveva essere realizzato, ovvero le due rotonde, è stato realizzato. Nel tempo valuteremo la funzionalità di questo svincolo».

È giunta così al suo ultimo capitolo una vicenda iniziata nel marzo 2024, con la posa della prima pietra per il quarto ponte, e culminata lo scorso gennaio con l’inaugurazione di un viadotto da oltre 35 milioni di euro. Allo stesso tempo, si apre ora la partita relativa al futuro delle due sponde dell’Adda. Da un lato, il Comune di Pescate ha ottenuto un supporto dall’autorità di bacino per lo sviluppo di un progetto integrativo rispetto ai ripristini di Anas al fine di rendere di nuovo pienamente fruibile il parco Addio Monti. Dall’altro lato, l’attesa è per le scelte della giunta di Filippo Boscagli rispetto al percorso impostato dalla precedente amministrazione per la rinascita della sponda lecchese, fermando restando il fatto che tra gli interventi che eseguirà Anas c’è il ripristino del collegamento tra il tratto di ciclabile che costeggia il centro sportivo Bione e quello che si sviluppa a Pescarenico.

Nel dettaglio, la giunta di Mauro Gattinoni aveva affidato allo studio Land il compito di sviluppare un progetto di fattibilità teso a dare un nuovo volto all’ultima parte del torrente Bione, ovvero al tratto compreso tra la foce da un lato e la ferrovia e la rotonda dell’Esselunga dall’altro. Quel tratto, che corre parallelo al nuovo svincolo, in passato ospitava tra l’altro il centro di raccolta, poi spostato in via don Ticozzi, ed ora è occupato per la gran parte proprio dal cantiere per il nuovo ponte. L’idea elaborata dai tecnici prevede: la rottura di 180 metri di argini artificiali per favorire la rinaturalizzazione delle sponde del torrente; la creazione di un sistema di bacini di esondazione naturale per migliorare la resilienza al rischio idraulico; la creazione di 235 metri di nuovi percorsi pedonali e di aree di sosta per i pedoni vicino al fiume; la messa a dimora di 36 nuovi alberi; la creazione di un nuovo playground lì dove prima c’era l’isola ecologica. Da un punto di vista economico il progetto vale quasi 2.3 milioni di euro, coperti con due distinti finanziamenti: il contributo da 1.5 milioni di euro assegnato da Regione Lombardia a metà 2021 per il precedente progetto di riqualificazione della foce del Bione, poi congelato per l’avvio dei lavori del quarto ponte; i fondi derivanti dal finanziamento assegnato da Fondazione Cariplo alla strategia di transizione climatica “Lecco Eco Platform” elaborata sempre dalla giunta Gattinoni ed in cui era stato inserito il progetto per la foce del Bione. Spetterà ora alla nuova giunta decidere se e come procedere con lo sviluppo di questo intervento.

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