Cronaca / Lecco città
Martedì 04 Agosto 2026
Lago ai minimi e caldo record: agricoltura in sofferenza nel Lecchese
Il livello del Lario si avvicina al minimo storico del 2022 mentre la quarta ondata di calore mette in crisi coltivazioni e pascoli. Attesi temporali tra giovedì e lunedì, ma resta alta l’allerta per la siccità.
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Il livello del lago è sempre più vicino al minimo storico dell’1 agosto del 2022 che aveva toccato 45,6 centimetri sotto lo zero idrometrico. Ieri a mezzogiorno il livello, misurato a Malgrate, era di 31,1 centimetri sotto lo zero idrometrico con l’afflusso, ovvero la portata in ingresso di 68,9 metri cubi al secondo; e il deflusso, la portata in uscita, di 76,9 metri cubi al secondo. Lo scorso anno di questi tempi la situazione era al contrario con il livello di 20,5 centimetri sopra lo zero idrometrico. L’estate in corso è destinata ad avere il primato delle più calde degli ultimi decenni. Le temperature resteranno elevate anche per l’intera giornata i oggi con massime di 35 gradi e minime di 25. Giovedì si raggiungeranno i 36 gradi ma in serata attorno alle 22 dovrebbe arrivare un temporale rinfrescante, o almeno così è previsto. Pioggia che dovrebbe rinfrescare buona parte dell’area lecchese. Venerdì nel capoluogo si raggiungeranno i 33 gradi ma verso le 18 sarà bene avere a disposizione l’ombrello considerato che un nuovo temporale dovrebbe formarsi nei cieli di Lecco e dintorni. Sabato ci saranno nubi e schiarite con il termometro che oscillerà tra i 22 e i 31 gradi.
Domenica sarà soleggiato con massime di 32 gradi, mentre la giornata di lunedì si aprirà con temporali sparsi che nel pomeriggio lasceranno spazio al sereno e in serata il cielo di San Lorenzo porterà le sue tradizionali stelle cadenti. «L’anticiclone subtropicale rimane il grande protagonista in questi giorni su buona parte d’Europa, Italia compresa. Il clima si mantiene molto caldo e le temperature viaggiano verso i massimi di questa quarta ondata di calore della stagione estiva - spiega Lorenzo Badellino, esperto di 3bmeteo.com -. In questi giorni il caldo non dà tregua nemmeno durante le ore notturne, quando il tasso di umidità raggiunge il culmine, dando luogo a condizioni di afa intensa. Lo zero termico si mantiene su valori molto elevati, intorno ai 4.400 metri e tale rimarrà anche nei prossimi giorni, salvo lievi oscillazioni». Questa quarta e lunga ondata di caldo sta mettendo in ginocchio la produzione di mais, con perdite stimate in almeno il 40%, secondo taglio dei prati praticamente inesistente, pascoli asciutti e oltre il 30% dei campi di pianura nei quali non è stato possibile effettuare la seconda coltura dopo la raccolta dei cereali vernini. Il caldo accelera l’evaporazione dell’acqua dai terreni e aumenta ulteriormente il fabbisogno irriguo delle coltivazioni. Le difficoltà più evidenti riguardano il mais, i prati da sfalcio, le semine di soia e le colture di secondo raccolto, mentre in montagna la ridotta disponibilità di erba sui pascoli potrebbe rendere necessario portare fieno dalla valle o anticipare sensibilmente la discesa degli animali dagli alpeggi .
«La situazione è ormai molto seria e riguarda contemporaneamente la pianura e la montagna - dice Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco -. e aziende stanno affrontando cali produttivi importanti e costi aggiuntivi proprio nel momento in cui dovrebbero costruire le scorte di foraggio per l’autunno e l’inverno. La mancanza del secondo taglio dei prati rischia di lasciare gli allevamenti senza una parte fondamentale dell’alimentazione necessaria nei prossimi mesi».
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