Cronaca / Lecco città
Giovedì 01 Ottobre 2026
Sottraeva soldi agli assistiti: si aggrava la posizione di una lecchese
Accolta la richiesta della difesa: l’avvocata Lanfranconi avrebbe sottratto almeno 20mila euro a un’anziana calolziese della quale era tutrice legale
Lettura 1 min.Lecco
Si aggrava la posizione dell’avvocata Adriana Lanfranconi, attualmente imputata di peculato davanti al gup Gianluca Piantadosi in relazione al suo ruolo di amministratrice di sostegno di una 84enne di Calolziocorte, come raccontato sulle colonne de La Provincia a luglio. Il pubblico ministero ha accolto l’istanza presentata dalla legale della parte offesa, l’avvocato Ambra Ferretto, che chiedeva la riqualificazione del capo di imputazione, ampliando l’entità della somma che sarebbe stata sottratta, ora quantificata in 20mila euro, e non più limitata come prima a un solo caso (peraltro risalente al 2017) relativo a un bonifico da 700 euro. La memoria dell’avvocato di parte civile chiedeva che il pm integrasse il capo di imputazione contestando l’aggravante della continuazione della presunta “condotta distrattiva”. La somma sottratta all’anziana, infatti, sarebbe stata ben più consistente.
Nel processo, si è inserito come parte civile anche l’ordine degli avvocati di Lecco. Adriana Lanfranconi, difesa dall’avvocata Anna Maria Assini, del foro di Firenze, era già coinvolta in una accusa simile in passato (dalla quale era stata prosciolta) in relazione al caso del professor Carlo Gilardi, finito al centro della trasmissione Le Iene (con relativa coda giudiziaria). Secondo la legale dell’anziana di Calolzio, l’accusa per la quale la professionista del lecchese si trova davanti al giudice per l’udienza preliminare rappresentava “solo la punta dell’iceberg di una sistematica quanto decennale condotta distrattiva”, approfittando dello stato di “minorata difesa fisica” della parte offesa. Stando a questa tesi, l’imputata “ha abusato della propria delega sul conto dell’assistita per drenare sistematicamente liquidità”. L’istanza di parte si basava su una consulenza tecnica disposta dalla procura, che avrebbe evidenziato numerosi prelievi in contanti risalenti da due conti correnti, uno bancario e uno postale per “oltre 50mila euro”, oltre alla liquidazione di “autocompensi non autorizzati”, e alla presunta distrazione di contributi pubblici legati all’invalidità dell’ottantaquattrenne di Calolziocorte. Federico Berni
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