Taglio liste d’attesa, nel Lecchese centomila visite ed esami in più

Ats Brianza ha ricevuto un finanziamento superiore al milione di euro per questo obiettivo Maggiore offerta nelle fasce pomeridiane e serali

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Lecco

Le liste d’attesa sono il cruccio di ogni governo regionale e nazionale.

Regione Lombardia ha approvato un piano complessivo da 91 milioni di euro per il rafforzamento delle prestazioni sanitarie e la riduzione delle liste d’attesa, che prevede oltre 3,5 milioni di prestazioni aggiuntive di specialistica ambulatoriale su tutto il territorio regionale, insieme a interventi per il recupero delle prestazioni arretrate e il potenziamento dell’offerta nelle fasce pomeridiane, serali e il sabato mattina.

In questo quadro, Ats Brianza è destinataria di 362.900 prestazioni aggiuntive e di 1.053.742 euro destinati al coinvolgimento degli erogatori privati accreditati, strumenti finalizzati ad aumentare la capacità di risposta del sistema sanitario e ridurre i tempi di attesa sul territorio.

Percentualmente, un terzo di queste prestazioni e di questi finanziamenti dovrebbero andare, di norma, all’Asst di Lecco che dunque potrà potenziare di più di 100mila prestazioni la propria offerta in tema di erogazioni diagnostiche.

Migliorare i risultati

Il Consigliere Regionale FdI Giacomo Zamperini sottolinea che «si tratta di un intervento importante che conferma la capacità della Regione di programmare e rafforzare concretamente l’offerta sanitaria. Anche su Ats Brianza arrivano risorse significative e strumenti operativi che consentono di aumentare le prestazioni, ridurre i tempi di attesa e dare piena attuazione agli obiettivi indicati dall’Assessore in tema di abbattimento delle liste d’attesa, nell’interesse dei cittadini e della tenuta del sistema sanitario»..

Resta però il problema, evidenziato da un convegno Lions recentemente tenutosi a Colico, con la partecipazione del direttore generale di Asst Lecco Marco Trivelli e del direttore sanitario del Valduce di Como Callisto Bravi, oltre che Dario Seghezzi (ad Custodi Healthcare Group), e Alessandro Venturi (presidente Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia), che ricercare le prestazioni, ovvero cercare di soddisfare la domanda crescente è pressoché impossibile. Regolare la domanda, facendo sì che i veri bisogni del paziente, guardando alla sua necessità di salute e ai suoi piani di cura, sarebbe molto meglio che gettare soldi a pioggia per aumentare l’offerta di prestazioni che non sempre sono richieste in maniera appropriata. Soprattutto è stato sottolineato come il paziente debba essere rimesso al centro.

«Non ha senso mandare un paziente a fare un’ecografia a Lecco, poi un’ecodoppler a Milano e un elettrocardiogramma a Bergamo – aveva spiegato Trivelli -Magari trova tutto più in fretta, così. Ma ci vuole un medico e un’equipe che conoscano e seguano il paziente passo-passo. Altrimenti si rischia di non dare un buon servizio al nostro paziente che deve essere sempre al centro».

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