Teatro della Società, le reazioni di opposizione e Valsecchi

La minoranza interviene dopo la nota del Comune sull’accertamento tecnico preventivo. «Condividiamo la scelta di attendere le verifiche, ma i tempi rischiano di non essere compatibili con la stagione». L’ex consigliere Valsecchi: «Apertura illegittima, senza collaudo definitivo e agibilità». E sostiene che la riapertura dello scorso novembre sia stata decisa «per motivi elettorali».

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Lecco

Sulla vicenda del Teatro della Società interviene anche l’opposizione, dopo la nota diffusa dal Comune sulle verifiche tecniche in corso e sui tempi della riapertura. Una posizione che, nelle condizioni attuali, condivide la scelta dell’Amministrazione di attendere la conclusione dell’accertamento tecnico preventivo prima di procedere con ulteriori interventi, ma che mette in evidenza le incognite legate alla programmazione autunnale.

Il contenzioso, ricordano dai banchi della minoranza, è stato avviato lo scorso aprile su iniziativa dell’impresa e ha portato a un accertamento tecnico preventivo disposto dal Tribunale. Il consulente tecnico d’ufficio dovrà verificare lo stato dei luoghi e l’andamento dei lavori, che risultano essere stati eseguiti solo parzialmente dall’impresa.

Nel frattempo, le operazioni disposte dal Tribunale impediscono di intervenire o modificare lo stato dei luoghi. Una situazione che, secondo l’opposizione, comporta tempi tecnici difficilmente prevedibili e rischia di entrare in conflitto con il calendario della stagione artistica già programmata.

La minoranza sottolinea inoltre un altro aspetto: il teatro, al momento dell’apertura, sarebbe stato sottoposto ai sopralluoghi e alle verifiche della commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli. Secondo quanto sostenuto dall’opposizione, l’apertura e lo svolgimento della stagione erano quindi avvenuti in condizioni di sicurezza per pubblico, artisti e collaboratori della Fondazione.

Resta però il problema degli spazi che ancora non sono pienamente disponibili, tra cui ridotto, caffè e uffici, e soprattutto quello dei tempi necessari per arrivare al completamento degli interventi.

L’opposizione riconosce i disagi che la situazione può provocare alla Fondazione Teàrte, agli operatori culturali, al pubblico e a quanti avevano già programmato iniziative nel teatro. Da qui l’auspicio che le verifiche tecniche e gli interventi ancora necessari possano concludersi rapidamente, consentendo di tornare alla piena fruizione dello storico edificio.

La minoranza assicura infine la propria disponibilità a collaborare nell’interesse della città, con l’obiettivo di arrivare alla restituzione del Teatro della Società al pubblico nel più breve tempo possibile.

“Non si venga adesso a parlare di cartellone teatrale che viene messo in discussione. Le cose andavano promosse preventivamente con disciplina, in regola e in sicurezza”. Secondo l’ex consigliere comunale Corrado Valsecchi, le responsabilità della nuova chiusura temporanea del teatro della società di Lecco, annunciata ieri mattina dal sindaco Filippo Boscagli, ricadono sulla vecchia giunta di Mauro Gattinoni, la quale lo scorso novembre avrebbe aperto il teatro in maniera “illegittima” visto che i lavori non erano stati ancora del tutto ultimati.

“La giunta Gattinoni – osserva Valsecchi - ha riaperto il teatro portando in eredità un contenzioso con la società Neocos Srl che rivendica alcune centinaia di migliaia di euro. Hanno ritenuto arbitrariamente di poter aprire il teatro senza collaudo definitivo e agibilità, come se ciò che è vietato ai cittadini privati sia consentito alla pubblica amministrazione. Hanno esposto la Fondazione Teàrte in una gestione illegittima con rischi anche sul piano finanziario. Non hanno tenuto in minimo conto che la sicurezza degli utenti andava messa al primo posto in un ambiente che potenzialmente era ancora un cantiere. Non hanno tenuto in considerazione le sentenze delle autorità giudiziarie che gli avevo trasmesso sulla illegittimità di questa autorizzazione di apertura poi sfociata in una diffida formale da parte mia. La diffida l’avevo mandata anche alla Prefettura di Lecco per conoscenza e la risposta del Prefetto sostanzialmente dava ragione alle mie opinioni in merito”.

Per l’ex consigliere di Appello e Orizzonte per Lecco, la scelta di aprire il teatro della Società è stata presa “per motivi elettorali” e “senza badare ai requisiti previsti dal nostro ordinamento”. “L’abbandono del campo politico da parte mia – aggiunge Valsecchi - è avvenuto anche per l’assoluta negligenza del governo targato Gattinoni e l’incapacità di ascoltare consiglieri che volevano solo aprire gli occhi ad assessori miopi e inadeguati. Quello che sto aspettando con ansia è che la Corte dei Conti si pronunci sull’investimento fatto sull’ ex politecnico di via Marco d’Oggiono ritenuto indifferibile per ospitare il nuovo Comune di Lecco, dove senza ombra di smentita esiste un danno all’erario di proporzioni importanti. Su questa vicenda pendono ben due esposti fatti da me”.

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