Teleassistenza a Lecco: braccialetti tecnologici per anziani e caregiver

Presentati i primi risultati del progetto Auser che assiste da remoto gli anziani e supporta le famiglie.L’iniziativa, finanziata da Fondazione Comunitaria del Lecchese, Acinque e Chiesa Valdese, coinvolge 20 anziani del territorio con riscontri positivi.

Lecco

Le prime informazioni sui riscontri emersi dall’attuazione del progetto sperimentale di teleassistenza per anziani e caregiver familiari chiamato ’Meno soli e più sicuri’, sono state presentate nel corso di un incontro alla sede provinciale Auser di Lecco.

Attraverso l’utilizzo di braccialetti tecnologici messi a disposizione delle persone anziane, il personale e i volontari dell’Auser possono monitorare la situazione da remoto, soddisfando le eventuali necessità di pronto intervento delle persone in difficoltà e aiutando i caregiver familiari nel supporto domestico, dalle 7.30 alle 18, attraverso una piattaforma digitale.

Claudio Dossi, presidente di Auser Leucum, ha fornito i primi risultati sull’assistenza, finanziata da Fondazione Comunitaria del Lecchese, Acinque e Chiesa Valdese, con 20 anziani sparsi su tutto il territorio lecchese: «È stata un’esperienza molto positiva. L’invecchiamento della popolazione è in crescita e per noi, così come per le istituzioni, è una sfida. Il 60% dei caregiver ha difficoltà ad intraprendere un’attività lavorativa; sono 7,3 milioni in tutta Italia, di cui 360.000 soltanto in Lombardia e 1 su 2 è lui stesso anziano».

Quali sono i primi responsi della sperimentazione? «Il 77,8% ha ritenuto abbastanza comodo indossare il braccialetto e il 44% ha sostenuto di ritenersi maggiormente al sicuro quando si trova in casa da solo».

Anche i caregiver hanno accolto positivamente il progetto: il 77,8% sostiene che il braccialetto abbia facilitato parecchio la gestione della sicurezza del proprio caro, ritenendo particolarmente affidabile (66,7%) il sistema di rilevamento cadute, diminuendo del 55,6% la preoccupazione legata al familiare quando non è presente in casa.

Sul tema della conciliazione famiglia-lavoro si è soffermata Stefania Bolis, direttore Sc innovazione Ats: «Spesso il caregiver è al lavoro con il pensiero del proprio caro. Il progetto risponde alla necessità di sicurezza. Il caregiver può stare al lavoro e dedicarsi alla propria attività sapendo che c’è qualcuno che se ne sta prendendo cura. È una cosa molto importante e come Ats collaboreremo per dare continuità a questo progetto con Auser».

Cruciale anche l’apporto delle istituzioni: «È uno strumento non invasivo, semplice e utile» ha dichiarato Emanuele Manzoni, presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci nel lecchese. «L’elemento fondamentale è il connubio che dobbiamo tenere stretto nel coinvolgimento delle nuove tecnologie sul tema della cura».

Gianluca Peschi, direttore socio sanitario Asst Lecco, ha aggiunto: «Credo che la vera sfida sia lavorare per rimandare il più possibile la comparsa delle condizioni di disabilità tipiche dell’età avanzata. Questa sperimentazione copre proprio un pezzetto di questo percorso».

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