Tragedia a Lecco: non ci sono più speranze per il 20enne accoltellato in centro città

Il presunto aggressore, fermato poco dopo l’accaduto, è ora accusato di omicidio. La città chiede maggiore sicurezza e controlli immediati.

Lecco

Non ci sono più speranze. I medici hanno dichiarato la morte clinica. Ora è iniziato il periodo di osservazione previsto dalla legge prima di certificare il decesso. La città resta sospesa, aggrappata a un filo che, di fatto, si è già spezzato. A vent’anni si può morire così, in pieno centro, a due passi dalla stazione. È accaduto sabato sera, poco prima delle 23, tra piazza Diaz e via Sassi, nell’area che da tempo rappresenta uno dei nervi scoperti della sicurezza lecchese. Il ventenne egiziano era in compagnia di alcuni conoscenti. Tra loro anche il venticinquenne nordafricano che, al termine di una lite per motivi ritenuti futili, ha estratto un coltello a serramanico e ha colpito al torace. Un fendente secco, profondo. Poi il caos. I soccorsi sono scattati immediatamente, in codice rosso. Il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Manzoni di Lecco, ricoverato in Rianimazione, prognosi riservata. Per ore ha combattuto tra la vita e la morte. Fino alla comunicazione che nessuno avrebbe voluto sentire. Determinante l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Lecco. I militari hanno cinturato la zona, raccolto testimonianze, analizzato le immagini delle telecamere e rintracciato in tempi rapidi il presunto aggressore. Nelle vie circostanti è stato recuperato un coltello, ritenuto compatibile con l’arma del delitto. Il venticinquenne è stato arrestato e condotto alla casa circondariale di Lecco, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore la convalida. La Procura aprirà un fascicolo: l’ipotesi è omicidio. Un dettaglio pesa come un macigno. Il venticinquenne arrestato era già stato fermato lo scorso gennaio dalla polizia per resistenza a pubblico ufficiale. In quell’occasione avrebbe anche colpito con una testata un agente. Un episodio che oggi riaccende polemiche e interrogativi su controlli, prevenzione e capacità di intervenire prima che la spirale degeneri. La situazione è incandescente. In centro, soprattutto nell’area della stazione, gli episodi di violenza si ripetono da tempo. Risse, spaccio, aggressioni. I residenti parlano di un clima fuori controllo, di gruppi che stazionano stabilmente tra piazza Diaz e via Sassi. La percezione di insicurezza è diventata quotidianità. E ora la morte di un ragazzo segna un punto di non ritorno. Il sindaco Mauro Gattinoni e la vicesindaca Simona Piazza hanno attivato un canale diretto con Prefettura e Questura. «Non è tollerabile che ci siano soggetti che girano armati per la città», hanno dichiarato, sottolineando la necessità di non abbassare la guardia. L’amministrazione ha chiesto al Prefetto la convocazione urgente di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per rafforzare il coordinamento e ottenere uomini e mezzi adeguati. Intanto si infiamma il dibattito politico. Le opposizioni attaccano, parlano di emergenza sottovalutata, di allarmi rimasti inascoltati. La maggioranza rivendica la rapidità dell’intervento e la collaborazione tra forze dell’ordine e polizia locale. Ma fuori dal Palazzo, tra i cittadini, prevale l’esasperazione. «La nostra comunità è stata colpita da una tragedia che lascia sgomenti», ha dichiarato Marco Caterisano, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Annunciato l’annullamento del presidio già organizzato «per rispetto». Ancora più dure le parole di Filippo Boscagli, candidato sindaco, e del capogruppo di Fratelli d’Italia Emilio Minuzzo: «La notizia terrificante di un ragazzo che a 20 anni perde la vita in centro a Lecco non può non sconvolgere ognuno di noi. A Lecco oggi si può morire a 20 anni di morte violenta, in pieno centro. Non è un video social, non è una comunicazione elettorale. Questa è la realtà di Lecco del 2026».

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