Cronaca / Merate e Casatese
Sabato 07 Febbraio 2026
Brivio, boom di gas esilarante tra i giovani: l’allarme di Plastic Free
Cresce l’utilizzo del protossido di azoto come sostanza ricreativa. L’associazione chiede controlli e programmi di informazione per contrastare il fenomeno
Brivio
Il fenomeno dell’abuso di protossido di azoto (N2O), comunemente noto come «gas esilarante», sta registrando un incremento significativo nel territorio lecchese. L’allerta è stata lanciata dalla briviese Ornella Pozzoni, referente per la provincia di Lecco dell’organizzazione Plastic Free, a seguito di numerosi ritrovamenti di bombole abbandonate nelle aree golenali del fiume Adda e in diverse zone periferiche di Brivio.
I volontari segnalano come la presenza di questi contenitori metallici nei parcheggi isolati e lungo le strade non sia più un fatto episodico, ma un indicatore di un crescente utilizzo della sostanza a scopo ricreativo tra le fasce giovanili. Il protossido di azoto è un gas impiegato legittimamente nei settori medico, come anestetico, e industriale, in particolare nella ristorazione. Tuttavia, l’inalazione diretta per ricercarne effetti euforizzanti comporta rischi clinici rilevanti. Secondo le relazioni tecniche diffuse dai tossicologi, l’assunzione può causare capogiri, perdita di equilibrio e confusione mentale. Nei casi di utilizzo prolungato o ad alte dosi, le conseguenze possono includere la riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue, danni neurologici permanenti, disturbi cardiaci e dipendenza psicologica. Le associazioni di volontariato hanno richiesto un intervento coordinato che coinvolga le amministrazioni locali e le istituzioni scolastiche. «La prevenzione parte dalla conoscenza» ha dichiarato la referente Ornella Pozzoni, sottolineando la necessità di programmi di informazione rivolti alle famiglie e ai giovani per contrastare il disagio sociale sotteso a tali pratiche. La richiesta alle autorità competenti riguarda anche un rafforzamento del controllo del territorio e l’implementazione di protocolli specifici per il recupero di questi rifiuti pericolosi, attualmente gestiti in modo frammentario.
A livello nazionale, i dati del sistema di allerta precoce del dipartimento per le politiche antidroga indicano una diffusione crescente di queste sostanze volatili, spesso percepite erroneamente come innocue. In Lombardia, il monitoraggio delle aree urbane e dei parchi regionali ha confermato un aumento dei rifiuti speciali legati a questo consumo. Oltre alle implicazioni sanitarie, il fenomeno pone un problema di gestione dei rifiuti e di sicurezza ambientale, poiché le bombole, se non smaltite correttamente, rappresentano un potenziale pericolo per i cittadini e l’ecosistema fluviale.
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