Calco, muore in montagna Franco Mauri

Il pensionato di 77 anni stroncato da un malore durante un’uscita del Cai. La comunità piange la figura di riferimento per il volontariato locale.

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Escursione in quota fatale per Franco Mauri, 77 anni, pensionato di Calco noto per il suo costante impegno nel volontariato locale. Il dramma si è consumato nella mattinata di domenica lungo il sentiero che dai monti di Breglia conduce al rifugio Menaggio, nel Comasco, dove l’uomo si trovava insieme a una comitiva di trenta soci del Cai di Calco per un’uscita autunnale programmata.

Erano da poco trascorse le 9.15 quando il settantasettenne ha accusato un malore accasciandosi a terra privo di sensi davanti ai compagni di escursione. Immediata la chiamata dei soccorsi, che ha mobilitato un’imponente macchina d’emergenza: sul posto sono intervenuti otto tecnici della stazione Lario occidentale e Ceresio del Soccorso alpino affiancati da un infermiere, l’equipaggio della Croce Rossa di Menaggio e l’elisoccorso del 118 alzatosi in volo da Como.

I sanitari hanno avviato sul posto le manovre di rianimazione cardiopolmonare, proseguite ininterrottamente anche con l’uso del defibrillatore durante il trasporto d’urgenza verso l’ospedale «Erba-Renaldi» di Menaggio. Ogni tentativo di salvare la vita al pensionato si è tuttavia rivelato vano e i medici dell’ospedale si sono dovuti arrendere poco prima delle 12, constatando il decesso.

La notizia ha destato profondo cordoglio nell’intera comunità di Calco, in particolare nella frazione di Arlate dove Mauri risiedeva ed era figura di riferimento per molteplici attività sociali. Oltre alla passione per le camminate in montagna con il Cai, l’uomo dedicava gran parte del proprio tempo libero al servizio del paese, collaborando con l’Ausm nel servizio di trasporto per persone con disabilità e partecipando attivamente alle iniziative dell’associazione Artelab.

Nella primavera scorsa si era inoltre candidato alle elezioni amministrative a sostegno della formazione politica locale. A ricordarne il profilo umano e la dedizione verso la comunità è stato il sindaco Stefano Motta, legato al settantasettenne anche da vincoli di parentela: «Era un mio parente alla lontana e si era candidato nella nostra lista alle scorse elezioni comunali. Non era stato eletto ma aveva ricevuto tante preferenze, ma l’aveva fatto per darci una mano, per spirito di servizio, non perché gli interessasse la carica. Era così Franco, si metteva a disposizione sempre, non solo del Cai, ma anche con l’Ausm, il trasporto sociale disabili, ed anche con Artelab di Arlate. Sempre disponibile a dare una mano».

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