Casatenovo: nessuno vuole l’ex Vister

Deserta anche la seconda asta per l’area dismessa in centro città in vendita a 900mila euro

Casatenovo

Resta senza un acquirente l’area ex Vister. La seconda asta giudiziaria per il recupero del comparto industriale dismesso, situato nel cuore di Casatenovo tra via Casati, via don Rossi, via Greppi e via Chioso, è andata deserta nella giornata di mercoledì 25 marzo. Il mancato deposito di offerte formali entro il termine delle 12 del giorno precedente conferma le difficoltà del mercato nel recepire un sito gravato da ingenti oneri di risanamento ambientale, lasciando in sospeso il futuro urbanistico di una porzione rilevante del centro cittadino. Il tentativo di vendita, svoltosi presso lo studio del notaio Matteo Bullone a Lecco, prevedeva un prezzo a base d’asta di 907.500 euro e un’offerta minima fissata a 680.625 euro.

La procedura esecutiva era stata avviata su istanza della Banca popolare di Sondrio nei confronti della società Immobiliare Casatenovo srl. Il compendio, che si estende su una superficie di circa 44.000 metri quadri, comprende cinque fabbricati industriali abbandonati dalla fine degli anni Ottanta, aree verdi e il parcheggio pubblico attualmente utilizzato per il mercato settimanale. Secondo le perizie tecniche redatte dall’ingegnere Vincenzo Buizza e dal geometra Davide Fumagalli, lo stato conservativo del sito appare critico. Sebbene le strutture portanti non siano considerate pericolanti, le relazioni evidenziano la presenza di circa 6.000 metri quadri di coperture in cemento-amianto da rimuovere. A pesare sull’operazione sono soprattutto i costi di bonifica del sottosuolo: le analisi condotte da Arpa hanno infatti rilevato la necessità di intervenire su una superficie compresa tra i 13.000 e i 14.000 metri quadri a causa della presenza di inquinanti. A queste voci si aggiungono circa 94.880 euro stimati per interventi urgenti di messa in sicurezza a tutela della pubblica incolumità. L’area è classificata dal Piano di governo del territorio come Ambito di Trasformazione 2 ed è inserita nel patrimonio edilizio dismesso con criticità. Il progetto di riqualificazione ipotizzato prevede la conversione delle volumetrie esistenti in spazi residenziali, terziari e commerciali. Tuttavia, l’investimento complessivo per la rigenerazione del sito richiederebbe capitali superiori ai 23 milioni di euro, a fronte di potenziali ricavi di vendita stimati oltre i 27 milioni di euro. Il precedente della vicina area ex Vismara, aggiudicata recentemente per circa 2 milioni di euro, aveva generato ottimismo tra i residenti e l’amministrazione comunale, ma le specificità ambientali dell’ex sito farmaceutico Vister sembrano al momento scoraggiare gli investitori. Attualmente il bene rimane sotto la gestione del custode giudiziario, l’avvocato Matteo Basso. In assenza di aggiudicazione, si attende ora la fissazione di un terzo esperimento d’asta, che potrebbe prevedere un ulteriore ribasso del prezzo base nel tentativo di sbloccare il recupero del comparto.

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