Casatenovo, sempre meno giovani in parrocchia

Indagine pastorale a Casatenovo: la comunità è attiva ma prevalentemente anziana. La sfida maggiore è il ricambio generazionale

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Casatenovo

Comunità praticante ma con difficoltà ad attrarre giovani e nuovi fedeli, 315 risposte, una partecipazione settimanale che supera il 60% e una prevalenza femminile netta: sono i dati principali emersi dal questionario pastorale distribuito ai fedeli della Comunità pastorale di Casatenovo. L’indagine, finalizzata all’elaborazione del progetto pastorale, fotografa una realtà attiva ma con criticità strutturali ben definite, prima fra tutte la difficoltà di coinvolgere le generazioni più giovani.

Il profilo dei rispondenti è prevalentemente maturo: le fasce 60-75 anni e over 75 rappresentano rispettivamente il 30,8% e il 23,2% del totale, con una componente femminile pari al 67%. Sei rispondenti su dieci dichiarano di partecipare alle attività comunitarie con cadenza settimanale, in larga parte attraverso la messa domenicale, mentre il 37,5% svolge un servizio pastorale attivo. Sul fronte della capacità aggregativa, il dato è meno confortante: solo il 52,1% la giudica positivamente, mentre il 41% la ritiene insufficiente. L’analisi indica che la comunità riesce a mantenere i fedeli già coinvolti, ma incontra difficoltà nell’attrarne di nuovi, soprattutto tra i giovani e le famiglie. Il tema generazionale è quello più segnalato nelle risposte aperte: il 94,4% dei commenti liberi cita esplicitamente «giovani e ricambio generazionale». Nella fascia 18-59 anni, su un campione di 126 questionari validi, la presenza dei giovani adulti tra 18 e 29 anni si ferma al 3,2%, mentre quella della fascia 30-39 anni si attesta al 15,9%. La preoccupazione più diffusa riguarda la mancanza di continuità dopo la Cresima e l’esigenza di proposte più adeguate al linguaggio degli adolescenti e dei giovani adulti. Tra le altre criticità rilevate figura la rigidità di alcuni gruppi storici, descritti come difficili da frequentare per chi si avvicina dall’esterno, con almeno un rispondente che dichiara di essersi sentito respinto «come se qualcuno difendesse il proprio territorio».

Oltre la metà dei partecipanti al sondaggio (53,2%) segnala poi il problema della conciliazione tra impegni lavorativi e familiari e la partecipazione alla vita parrocchiale, chiedendo orari più flessibili per le messe feriali e gli incontri formativi serali. I punti di forza riconosciuti riguardano la cura della liturgia, il servizio Caritas e l’assistenza ai più bisognosi, i percorsi di catechesi e la disponibilità dei sacerdoti e dei volontari. Le attività più apprezzate nella fascia adulta sono quelle rivolte a bambini e ragazzi (50%), seguite dalla liturgia (42,1%) e dalla catechesi (36,5%). Il progetto pastorale punterà su percorsi continuativi per i giovani post-sacramenti, maggiore apertura all’accoglienza di nuovi fedeli, formazione ancorata alla vita quotidiana, potenziamento degli strumenti digitali, promozione di attività condivise tra le cinque parrocchie della Comunità e rafforzamento delle reti di carità verso anziani, malati e famiglie in difficoltà.

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