Cronaca / Merate e Casatese
Martedì 15 Settembre 2026
Cassago Brianza, morto a 90 anni dopo aver contratto il West Nile: scatta la disinfestazione
L’anziano, residente a Oriano, è deceduto all’ospedale di Lecco. Il Comune ha disposto interventi contro le zanzare, mentre la minoranza chiede una comunicazione più capillare ai cittadini.
Lettura 1 min.Cassago Brianza
Un uomo di novant’anni residente a Oriano, frazione di Cassago Brianza, è morto all’ospedale di Lecco dopo aver contratto il virus West Nile: il quadro clinico, già complicato dall’età avanzata, non gli ha lasciato scampo. L’anziano aveva vissuto per tutta la vita a Renate, nel Monzese, e si era trasferito nella Brianza casatese solo da poco tempo; i funerali sono stati celebrati sabato 5 settembre proprio a Renate, il paese d’origine. Il decesso, il più grave episodio legato alle arbovirosi registrato in paese, ha imposto all’amministrazione una serie di misure urgenti per contenere la presenza delle zanzare. Una volta accertate le cause della morte, martedì della scorsa settimana il sindaco Roberta Marabese aveva disposto interventi immediati per ridurre il rischio di ulteriore circolazione del virus, trasmesso all’uomo dalla puntura di esemplari infetti del genere Culex, principale vettore della West Nile. Il trattamento è stato effettuato nelle ore serali, quando le zanzare adulte sono più attive, con particolare attenzione a tombini, caditoie e ristagni d’acqua, i punti in cui gli insetti depongono le uova.
L’operazione, però, ha colto di sorpresa una parte dei residenti, e sul fronte della comunicazione arriva la sollecitazione della minoranza consiliare. «È importante mantenere la calma nella cittadinanza con informazioni chiare, precise e puntuali», osserva Alessio Giussani, capogruppo di “Tu Cassago”, che chiede di non affidarsi soltanto alla pubblicazione degli atti: «L’albo pretorio è letto da pochissime persone, dubito si superi la decina. La maggior parte nemmeno sa cosa sia». Il rischio, secondo il consigliere, è che il vuoto informativo venga riempito dal passaparola: «Bisogna impedire che circolino notizie errate su gruppi WhatsApp o Facebook, dove ognuno fa l’informatore per sentito dire. Serve un metodo strutturato, che sfrutti tutti i canali, social, telematici e fisici, con informazioni prodotte e controllate dall’Amministrazione stessa». Il gruppo si dichiara disponibile a dare una mano anche sul piano pratico: «Siamo pronti ad affiggere cartelli sui pali, in questi casi non basta il sito internet, è evidente a tutti». Giussani tiene però a distinguere i due piani della vicenda. «Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di un concittadino, che è sempre una tragedia per qualsiasi causa avvenga. Da una parte c’è un defunto, dall’altra parte solo un consiglio per cercare di raggiungere la maggior parte delle persone», precisa, ricordando che le possibilità di intervento restano limitate: «Non ci sono altri protocolli da seguire, non ci sono vaccini, quindi l’unico intervento possibile è stato fatto dall’Amministrazione. Serve solo migliorare la comunicazione, perché il rischio che possa riaccadere c’è».
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