Frana sull’alzaia del Naviglio di Paderno: via al progetto da 1,8 milioni per il ripristino

La Provincia ha affidato la progettazione per la stabilizzazione del percorso ciclopedonale, dopo le frane. Previsto un investimento di oltre 1,8 milioni di euro.

Merate

La Provincia di Monza e Brianza ha affidato l’incarico di progettazione per i lavori di stabilizzazione definitiva del percorso ciclopedonale dell’alzaia del Naviglio di Paderno, nel comune di Cornate d’Adda, colpito da una doppia frana.

Il quadro economico complessivo dell’intervento supera 1,86 milioni di euro. Nel frattempo, un primo intervento tampone ha già restituito parziale accessibilità al sito. Il tratto era stato interessato da due eventi franosi che avevano reso impraticabile il collegamento lungo l’alzaia. La Provincia aveva avviato una prima fase di messa in sicurezza con la realizzazione di un percorso provvisorio in bypass, che ha consentito di ripristinare provvisoriamente il transito ciclabile. Purtroppo le piogge l’hanno reso impraticabile, si è creato un ruscelletto che ha messo in crisi il bypass, forse carente di progettazione. Infatti è stato necessario un ulteriore intervento: una dozzina di canaline di scarico sono state posate dalla ditta Vitali per canalizzare l’acqua che fuoriusciva dal muro di contenimento del canale di scarico della centrale Bertini, allagando la passerella temporanea e trasformandola in un ostacolo di fango per ciclisti e pedoni.

«Nei giorni scorsi è stato disposto un intervento atto a canalizzare l’acqua presente in gran quantità lungo la passerella provvisoria», ha spiegato Luigi Gasparini, portavoce della cooperativa Solleva, che gestisce lo Stallazzo. «Nei prossimi giorni, appena il fango si sarà consolidato, tornerà possibile accedere facilmente allo stallazzo anche da sud, dopo quasi due anni di interruzione».

Sul fronte amministrativo la Provincia ha affidato l’incarico tecnico per la progettazione, il coordinamento della sicurezza e la direzione operativa delle opere strutturali e geotecniche della fase 2 — quella del ripristino definitivo — allo studio Afra Consulenze di Ingegneria di Cantù, capogruppo di un raggruppamento temporaneo di professionisti. Il contratto ammonta a 126.346,88 euro netti, pari a 160.308,92 euro comprensivi di contributi previdenziali e Iva, dopo un ribasso del 3,5 per cento sull’importo a base di gara. Il quadro economico aggiornato prevede un importo complessivo di oltre 1,86 milioni di euro, di cui un milione destinato ai lavori della fase 2 di stabilizzazione e consolidamento del versante, oltre a rilievi, indagini preliminari, spese tecniche e imprevisti. I lavori della fase 1 — il bypass provvisorio — erano stati quantificati in 60.000 euro. L’iter è ora nella fase di stipula del contratto, a cui seguirà l’elaborazione del progetto esecutivo prima dell’avvio del cantiere vero e proprio. Il ripristino definitivo del percorso, frequentato da ciclisti e pedoni lungo uno degli scorci più suggestivi della valle dell’Adda, resta l’obiettivo finale di un intervento che si preannuncia impegnativo sia sul piano tecnico che su quello dei tempi.

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