Graffiti nell’ex Vister di Casatenovo

Nuovo episodio di vandalismi nella fabbrica dismessa ancora all’asta

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Casatenovo

Un nuovo episodio di intrusione e vandalismi si è verificato nei giorni scorsi all’interno del comparto dismesso dell’ex azienda farmaceutica Vister, situato nel centro del comune di Casatenovo. Alcuni ignoti sono riusciti a penetrare nella proprietà privata, lasciando vistose scritte e murales colorati su diversi livelli della struttura che si affaccia verso il piazzale del mercato. L’incursione è stata notata nelle prime ore del giorno da un cittadino, che ha segnalato la presenza di enormi graffiti dai toni accesi realizzati di recente. In base a una prima ricostruzione, gli autori dell’atto vandalico si sarebbero introdotti nel perimetro violando uno dei varchi d’accesso situati tra via don Rossi, via Casati e via Chioso. Una volta dentro l’area, utilizzando le scale esterne del complesso, hanno raggiunto il primo, il secondo e l’ultimo piano dello stabile.

Sulle pareti sono comparsi termini in lingua inglese, scritte apparentemente decifrabili solo in codice e alcune firme identificative, definite in gergo «tag». In prossimità del tetto dell’edificio è stata inoltre impressa la scritta «10 anni 2016/2026». L’accaduto è stato prontamente riferito all’amministrazione comunale, che segue da vicino le vicende legate al futuro dell’ex insediamento produttivo.

Il sito, che occupa una vasta porzione del centro cittadino, versa in stato di abbandono dalla fine degli anni Ottanta, periodo in cui cessò l’attività farmaceutica. Nel corso degli anni la zona è stata ripetutamente teatro di danneggiamenti, furti e principi di incendio che hanno richiesto l’emissione di ordinanze sindacali per imporre misure anti-intrusione e la convocazione di tavoli prefettizi sulla sicurezza. Gli stessi muri perimetrali, così come quelli del vicino ex salumificio Vismara, sono stati a più riprese oggetto di imbrattamenti da parte di anonimi writers. Attualmente, l’ex Vister è interessata da una procedura di pignoramento incardinata presso il Tribunale di Lecco. La prima asta giudiziaria si era tenuta a dicembre del 2025 con una base di partenza inferiore al milione di euro, seguita da un secondo tentativo a prezzo ribassato nel marzo del 2026. Entrambe le sessioni sono andate deserte a causa della mancanza di offerte, legata anche ai gravosi costi di bonifica e messa in sicurezza che gravano sul compendio. Si attende ora la fissazione di un terzo esperimento d’asta nella speranza di un acquirente che possa rilevare e riqualificare l’area, analogamente a quanto pianificato per il vicino comparto Vismara.

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