«Frode da 30 milioni»: sequestrate quote del gruppo Ops, proprietario dei giornali ex Netweek

La Guardia di Finanza ha colpito il gruppo che si occupa di media e telecomunicazioni. Ipotizzato un ampio ventaglio di presunte condotte illecite in campo finanziario

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Merate

Neanche il tempo di ’farsi conoscere’ sul territorio, che già arriva il terremoto dalla magistratura di Milano. La procura diretta da Marcello Viola, sta indagando a fondo sul gruppo societario Ops, di Ciro Di Meglio e Luca Carleo (appena eletto nell’assemblea regionale per Futuro Nazionale), che comprende anche un piccolo impero di testate locali (l’ex gruppo Netweek) acquisito nei mesi scorsi, a partire dal Giornale di Merate.

E proprio a Merate, secondo quanto confermato da fonti investigative, si sono presentati gli investigatori del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria. L’inchiesta, che comprende la richiesta di misura cautelare (anche in carcere) per 10 persone (sulla quale il tribunale di pronuncerà a settembre) ha portato all’emissione di un decreto di sequestro preventivo delle azioni e delle quote di quattro società (di cui tre quotate sul mercato Euronext Growth Milan) del gruppo Ops, attivo nei settori delle telecomunicazioni e, appunto, dei media. Un sequestro per oltre 100mila euro, quale «profitto del reato di manipolazione del mercato”. Tra gli indagati per i quali è stata chiesta la custodia cautelare, figura anche lo stesso Ciro Di Meglio, amministratore del gruppo in questione.

I reati ipotizzati dal pm Nicola Rossato sono molto gravi, e aprono un ventaglio ampio di presunte condotte illecite in campo finanziario: manipolazioni del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale, malversazioni di erogazioni pubbliche e responsabilità amministrativa delle società per reati commessi a loro vantaggio da parte degli amministratori.

Ciro Di Meglio, assieme al direttore generale delle società quotate, «con il concorso di 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti» avrebbe messo in atto, secondo quanto reso noto dalla nota firmata dal procuratore Viola, «condotte illecite» finalizzate «a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, drenare liquidità dalle società quotate, raccogliere fondi anche attraverso l’ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato per destinarli a fini diversi da quelli indicati nel contratto di finanziamento, frodare il mercato finanziario attraverso l’utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC), per oltre 30 milioni di euro». Le indagini della Guardia di Finanza, allo stato attuale, non hanno riguardato i giornali, i cui lavoratori stanno continuando la loro opera per garantire le pubblicazioni, anche se il futuro non appare tranquillizzante. La Provincia ha cercato di mettersi in contatto con gli interessati per avere un loro riscontro sulla vicenda.

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