Cronaca / Merate e Casatese
Mercoledì 09 Settembre 2026
Incendia casolare, sei feriti. A processo 63enne
Il rogo ha reso inagibili sette appartamenti e ferito sei persone. Molte vittime vogliono costituirsi parte civile.
Lettura 1 min.Cremella
A settembre 2025 aveva distrutto un casolare del centro storico di Cremella, probabilmente scagliando una molotov contro l’immobile per una mera ritorsione contro alcuni dei residenti, provocando sei feriti (compresi alcuni bambini), di cui due in gravi condizioni. Ora, per il presunto autore, cittadino italiano, classe 1963, deve fare i conti con la giustizia. L’imputato deve affrontare l’udienza preliminare davanti al gup. Le accuse nei suoi confronti sono di incendio, strage, lesioni personali, con l’aggravante di aver commesso il fatto mediante l’uso di un’arma e di aver cagionato lesioni con prognosi di guarigione superiore a 40 giorni. L’udienza si è conclusa con un nulla di fatto, ma da quella tragica notte del 22 settembre dello scorso anno, nulla si era più saputo sugli sviluppi delle indagini. Ora è emerso che c’è un imputato, e che molte delle persone danneggiate hanno intenzione di costituirsi parte civile.
Il fatto era avvenuto ai danni di una cascina di via San Giovanni 36-38. Il rogo, divampato attorno alle 3 del mattino, aveva reso inagibili sette appartamenti, lasciando senza casa 14 persone. Sei persone, compreso un bimbo di 4 anni, erano state portate in ospedale: due in gravi condizioni ricoverate a Monza e Lecco, altre quattro al Niguarda di Milano. Un vigile del fuoco aveva riportato un infortunio alla schiena, ed era stato ricoverato in codice giallo con 30 giorni di prognosi.
L’allarme era scattato poco dopo le 3, quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi. I Vigili del Fuoco erano intervenuti con 10 mezzi e diverse squadre, incluse tre autopompe, tre autobotti, un carro aria e un funzionario tecnico. Le operazioni di spegnimento erano proseguite per tutta la notte e gran parte della giornata successiva. I danni alla struttura erano ingenti: quattro appartamenti risultavano completamente inagibili a causa del crollo parziale del tetto, mentre i restanti tre non erano accessibili per i danni alla scala comune. Le famiglie sfollate erano state temporaneamente alloggiate con l’aiuto del Comune, mentre le indagini dei carabinieri di Merate si erano subito indirizzate verso l’atto doloso.
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