Cronaca / Merate e Casatese
Giovedì 30 Luglio 2026
Indagine a Milano: il gruppo Ops nega manipolazioni
Gli amministratori collaborano con la magistratura. Le attività delle società proseguono regolarmente nonostante le perquisizioni.
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Promettono di «far valere nelle sedi opportune la propria estraneità alle accuse» di manipolazione del mercato e altri reati finanziari che gli vengono mosse dalla Procura di Milano.
I responsabili del gruppo Ops, che si occupa di editoria e media, tra cui la pubblicazione del Giornale di Merate, fanno sapere in una nota all’indomani delle perquisizioni negli uffici di via Campi, che i «rispettivi amministratori hanno prestato la più ampia collaborazione all’autorità giudiziaria, mettendo tempestivamente a disposizione la documentazione richiesta e agevolando lo svolgimento delle attività di indagine».
Prosegue il comunicato: «Gli amministratori interessati (Luca Carleo, che ha presentato le dimissioni dopo essere appena stato eletto all’assemblea regionale di Futuro Nazionale, e Ciro Di Meglio, ad del gruppo Ndr) hanno nominato i propri legali nel pieno esercizio del diritto di difesa e nel rispetto del principio della presunzione di innocenza».
Viene inoltre precisato aggiungendo che «le attività operative delle società proseguono regolarmente». Secondo gli atti della magistratura, invece, il «duo» composto dagli imprenditori Ciro Di Meglio, 49 anni, e Luca Carleo, 45 anni, avrebbe portato avanti «strategie delinquenziali» per «ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato», approfittando «della situazione di crisi in cui si trovavano tali società», sfruttandole, mentre l’intento solo «dichiarato» era quello di «risanarle». È la tesi dei pm di Milano Guido Schininà e Nicola Rossato, nell’inchiesta che ha portato al sequestro di azioni e quote di quattro società, di cui tre quotate sul mercato Euronext Growth Milan, e a richieste di misure cautelari, compreso il carcere, per dieci indagati, tra cui, appunto, l’ad Ciro Di Meglio.
I presunti illeciti partirebbero nel 2025, in capo al «duo Di Meglio-Carleo». Agli atti gli approfondimenti della Consob, ma anche una serie di intercettazioni, come una del marzo 2026 in cui Carleo avrebbe parlato di «far confluire» in una «bad company» gli «asset in crisi».
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