Cronaca / Merate e Casatese
Martedì 10 Febbraio 2026
Merate: Dipendenza da smartphone, i segnali d’allarme
Segnali da intercettare e azioni da mettere in campo per arginare un nuovo fenomeno: la dipendenza da smartphone. All’auditorium “Giusi Spezzaferri” di Merate si è svolto l’incontro promosso dalla Fondazione Costruiamo il Futuro.
Merate
Smartphone e giovani. Un problema nuovo che però riguarda tutti. Se ne è parlato durante un incontro organizzato dalla Fondazione Costruiamo il Futuro.
Sul palco dell’auditorium “Giusi Spezzaferri” di Merate, oltre al presidente Maurizio Lupi, lo psicanalista Franco De Masi, che sulla questione ha scritto il libro «No Smartphone. Come proteggere la mente dei bambini e degli adolescenti». Con loro Mauro Crippa, direttore Informazione e Comunicazione di Mediaset, Marco Ferrari, preside del Liceo Malpighi e la giornalista Martina Maltagliati.
Ci sono alcuni segnali che evidenziano che un ragazzo ha problemi con lo smartphone, ha spiegato De Masi. «Il primo segnale è che questo ragazzo si ritrae dalla relazione con gli altri coetanei, cioè si isola se gli altri vanno a giocare a calcio e prima ci giocava. Poi aumenta la tensione, l’insoddisfazione della vita, l’insonnia. Se il bambino o il ragazzo apre lo smartphone appena si alza è un altro elemento che testimonia che quel ragazzo sta perdendo in vitalità e sviluppo».
Lo smartphone, tuttavia, non va demonizzato o incolpato di eliminare i rapporti diretti tra le persone.
«Questa è la conseguenza secondaria – osserva lo psicanalista. – Lo smartphone ti seduce perché sembra che ti offra continui stimoli, così da soddisfare i tuoi desideri. Diventa un’alternativa alla vita reale. Ma non tutti i ragazzi o i bambini vengono sedotti, le vittime sono soprattutto i più fragili. Quale può essere la soluzione? La stiamo cercando in tutto il mondo perché è un fenomeno nuovo. Sicuramente serve una presa di coscienza collettiva che comprenda gli aspetti negativi di questo che è uno strumento meraviglioso».
Ci sono paesi, come l’Australia, dove si è intervenuti con norme restrittive. E in Italia, ci si sta pensando? «Ci sono delle proposte di legge che vanno in questa direzione – ricorda Maurizio Lupi – e credo che ormai sia sotto l’attenzione di tutti che sia necessaria una legge che possa permettere di educare più che vietare l’utilizzo dei social e degli smartphone agli adolescenti. È però chiaro che la sfida non è solo affidata alle leggi ma anche all’educazione, alla famiglia, ai soggetti educativi. Oggi più che mai abbiamo il dovere di proteggere i nostri ragazzi».
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