Merate: la navetta fra ospedali non decolla

Troppe criticità rendono il servizio poco appetibile. La minoranza si fa avanti per evitare che il servizio, finanziato con donazioni, sia interrotto.

Merate

A un mese dall’avvio, sono numerose le criticità legate al servizio di bus navetta, che collega l’ospedale Mandic di Merate con il Manzoni di Lecco, attraverso alcune fermate intermedie. Per evitare che il progetto, reso possibile dalle generosità dei privati, naufraghi, il gruppo di minoranza consigliare Noi Merate ha presentato al sindaco Mattia Salvioni un’interrogazione. «L’obiettivo - spiega Franca Maggioni - è quello di evidenziare alcune problematiche legate al servizio e che, a nostro modo di vedere, impediscono che decolli». Maggioni non ha in mano i numeri riguardanti l’utilizzo del bus navetta, che si effettua tutti i giorni da lunedì al venerdì, con due partenze al mattino e altrettante al pomeriggio, ma «a naso, ci sembra che venga poco utilizzato. Pare - aggiunge - che si facciano pochi viaggi e, anche quei pochi, mai a pieno carico, ossia con 7 passeggeri».

Secondo la minoranza, al di là di una comunicazione non sufficiente, ci sono ostacoli importanti che andrebbero rimossi per far sì che il servizio decolli. «Anzitutto - spiega Maggioni - c’è la difficoltà del pagamento. Oggi il biglietto - 3 euro all’andata e altrettanti al ritorno - si acquista con PagoPA. Si tratta di un sistema ancora poco in uso tra i cittadini,, specialmente tra gli anziani che potrebbero avere bisogno proprio della navetta per raggiungere l’ospedale. Perché non prevedere un altro sistema come per esempio il Bancomat? Poi, c’è la questione della prenotazione della corsa. Oggi va fatta il giorno precedente l’utilizzo entro le 14. È troppo presto. Specie per chi deve sottoporsi a chemioterapia. Il giorno precedente, come sanno quelli che effettuano questi controlli, i pazienti devono effettuare il prelievo del sangue. Se va tutto bene, il giorno successivo hanno la seduta di chemioterapia. Quasi mai tuttavia l’esito dell’esame del sangue viene consegnato prima delle 14. Diventa quindi impossible prenotare la corsa. Perché non concedere tempo almeno fino alle 18?».

Un’altra critica riguarda la sospensione del servizio ad agosto. «In quel periodo, gli ospedali non chiudono e i pazienti che devono sottoporsi a esami continuano ad avere bisogno del servizio. Paradossalmente, con parenti e amici in vacanza, il servizio del bus navetta potrebbe tornare ancora più utile. Quindi, è insensato sospenderlo in quel mese. Da ultimo - conclude Maggioni - riteniamo anche che il periodo di sperimentazione previsto fino al termine di settembre sia troppo breve. Come minino, andrebbe prorogato sino al termine dell’anno. Dal sindaco vorremmo poi sapere in che modo intende stabilizzare il servizio dopo il periodo sperimentale, così come indicato nel programma elettorale di Viviamo Merate».

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