Nuovo Ponte di Paderno? «Sarà pronto dopo il 2034»

Il nuovo viadotto sorgerà a 30 metri di distanza dall’attuale e costerà 356 milioni di euro

Paderno

Il ponte di Paderno discusso in commissione regionale trasporti, dove Rfi ha presentato il documento di fattibilità progettuale che prevede un nuovo ponte a 30 metri a sud dell’attuale, costerà 356,60 milioni di euro e non sarà pronto prima del 2034. Le buone notizie sono poche. Una è che per il progetto sarà indetto un concorso di progettazione internazionale e il vincitore sarà selezionato entro la fine del 2026, poi si procederà con le autorizzazioni e la gara d’appalto. Inoltre la Bergamo-Carnate-Paderno non dovrebbe sostituire la Gronda nord est ferroviaria, quindi il passaggio continuo di treni merci dovrebbe essere scongiurato. In più per un periodo stimato di 6 o 8 mesi il vecchio ponte nel 2032 sarà temporaneamente chiuso per permettere di completare gli interventi di connessione tra il nuovo viadotto e le due sponde dell’Adda. L’assessore alle infrastrutture Claudia Terzi ha ricordato l’avvio del tavolo tecnico per lo studio del traffico di una vasta area, comprendente meratese, casatese, isola bergamasca, vimercatese e oltre.

Al momento non è cambiato nulla sul fronte della viabilità, si pensa sempre di far scaricare tutto il traffico stradale sulle strade esistenti, via Festini a Paderno d’Adda, pensando solamente di sopprimere due passaggi a livello alla Sernovella costruendo una piccola bretella fra sp 55 e sp 56, questo è il poco che si evince dalle tavole di Rfi. Il progetto si sviluppa su un tracciato di circa 3,6 chilometri, caratterizzato dal raddoppio del binario ferroviario e dall’ampliamento della sede stradale, che passerà dall’attuale corsia singola a due corsie conformi alle normative vigenti. Sotto il profilo tecnico, la variante comprende una galleria artificiale di 600 metri, un viadotto di 200 metri e i restanti 2,8 chilometri circa realizzati in rilevato o trincea. L’infrastruttura permetterà una velocità massima di 80 chilometri orari e un incremento della capacità di carico, passando dalle attuali 13 tonnellate per asse a 25 tonnellate. L’intervento comporterà inoltre la soppressione di quattro passaggi a livello e la demolizione di cinque cavalcavia, che verranno sostituiti per permettere l’inserimento del doppio binario. «Ho chiesto ufficialmente che si faccia una seduta apposita aperta anche agli enti locali», ha detto il consigliere del Pd Gianmario Fragomeli. I sindaci dei quattro paesi rivieraschi sono decisamente arrabbiati per la mancanza di risposte su una loro partecipazione. Il rischio è che, se non vengono ascoltati, chiudano le proprie strade al transito dei camion, rendendo il nuovo ponte una cattedrale nel deserto. Il consigliere di maggioranza Giacomo Zamperini ha auspicato vengano prese in considerazione le osservazioni degli enti locali, presentate tramite le Province.

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