Cronaca / Merate e Casatese
Martedì 27 Ottobre 2026
Nuovo ponte sull’Adda, i sindaci: «Meglio nessuna opera che a 15 metri dal San Michele»
Paderno d’Adda, Verderio, Robbiate e Imbersago contestano l’ipotesi progettuale di Rfi per il nuovo attraversamento dell’Adda. I quattro sindaci denunciano il rischio di un raddoppio del traffico nei centri abitati e chiedono una soluzione alternativa, con il ponte spostato circa un chilometro più a sud
Lettura 1 min.Paderno d’Adda
Congestione quotidiana della rete stradale, assenza di interventi infrastrutturali alternativi e contestazione delle ipotesi progettuali sulla sede del nuovo attraversamento del fiume Adda. È questo il quadro delineato dai primi cittadini dei Comuni di Paderno d’Adda, Verderio, Robbiate e Imbersago in merito alla situazione viabilistica che interessa il confine tra le province di Lecco e Bergamo, legata alle criticità del ponte San Michele.
Gli amministratori sostengono che «il traffico registrato lungo le arterie d’accesso all’opera causa da mesi rallentamenti costanti che impattano sulle condizioni di vivibilità dei residenti nelle zone limitrofe». La paralisi della circolazione si registra in diverse fasce orarie della giornata, con incolonnamenti che si prolungano per diversi chilometri. Il contesto attuale è legato alla mancata realizzazione di un’infrastruttura di collegamento a carattere sovraprovinciale, opera da tempo inserita nei piani di sviluppo mai attuati, unitamente alla riprogrammazione dei tracciati autostradali regionali: le decisioni relative alla Tangenziale Est Esterna Milanese hanno infatti determinato il definitivo stralcio dell’attraversamento previsto tra i territori di Cornate e Bottanuco.
Nel merito della fattibilità tecnica del nuovo manufatto, i quattro paesi della prima fascia costiera chiariscono la propria posizione riguardo al dialogo con le istituzioni sovraordinate. «I Comuni rivendicano da tempo il diritto a non essere travolti da decisioni assunte altrove e da un flusso automobilistico e merci non gestibile», spiegano Gianpaolo Torchio, Danilo Villa, Marco Magni e Fabio Vergani, primi cittadini rispettivamente di Paderno d’Adda, Verderio, Robbiate e Imbersago. «Non si tratta di opporsi a una nuova opera, della cui necessità vi è piena consapevolezza, ma di rifiutare una soluzione localizzata a soli 15 metri dal ponte San Michele».
La proposta avanzata dalle amministrazioni locali prevedeva il posizionamento dell’infrastruttura a circa un chilometro a sud del punto attuale, sempre tra i centri di Calusco e Paderno d’Adda, al fine di garantire un raccordo diretto con le arterie a scorrimento veloce senza interessare i centri abitati. L’ipotesi è stata respinta da RFI con brevi motivazioni scritte, prive di approfondimenti di natura geologica o di opzioni alternative.
Le preoccupazioni manifestate dai sindaci riguardano l’impatto paesaggistico sulla struttura monumentale esistente e il raddoppio dei volumi di traffico nei centri di Paderno, Verderio e Robbiate, destinati secondo le stime ad accogliere una mole di veicoli leggeri e pesanti doppia rispetto a quella attuale. «Piuttosto che un ponte con queste caratteristiche, riteniamo preferibile che non venga realizzato alcun manufatto», affermano i vertici dei Quattro Comuni, evidenziando il rischio che il territorio lecchese si trasformi in un semplice corridoio di attraversamento schiacciato tra le opere stradali di Bergamo e Monza e Brianza.
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