Paderno d’Adda, nuovo San Michele, previsioni pessime: «Raddoppierà il traffico su ponte e vie»

Lo studio commissionato dai Comuni alla Provincia è peggiore del previsto. Più flussi sul viadotto, ma saranno le vie limitrofe a subire le maggiori conseguenze: +135%

Paderno d’Adda

Il piano del traffico commissionato dai Comuni del Meratese alla Provincia per stabilire l’impatto del nuovo ponte sull’Adda sulla viabilità è peggiore delle già pessime previsioni.

È importante che il tavolo tecnico in Regione venga allargato ai Comuni

«Tre anni fa - ricorda Giampaolo Torchio, sindaco di Paderno d’Adda - RFI aveva previsto un incremento del 60%. I dati aggiornati ci dicono che invece l’aumento sarà vicino al 90%». Basterebbe questo per capire le conseguenze devastanti del nuovo viadotto sulla viabilità dell’intera zona.

L’analisi di villa Locatelli

L’analisi che la Provincia di Lecco ha commissionato al Centro Studi PIM prende in considerazione l’ora di punta del mattino, quando la gente esce di casa per andare al lavoro.

L’analisi stabilisce che cosa accadrà al traffico in seguito alla realizzazione del nuovo viadotto a fianco del San Michele, sul ponte stesso e sulle strade nei dintorni: da quelle più vicine, nei Comuni di Paderno e Robbiate fino a Verderio, a quelle più lontane. Le previsioni sono due: quella a medio termine, entro il 2030, e quella a lungo termine, con la realizzazione (oggi solo ipotizzata) di strade come la variante Merate-Olgiate Molgora o il nuovo ponte di Brivio.

Nel caso del primo scenario, il documento evidenzia che l’incremento degli attraversamenti sull’Adda a Paderno sarà dell’86%.«Il traffico sul ponte raddoppierà ma viaggerà probabilmente meglio perché ci saranno due carreggiate - spiega Torchio. - I problemi riguarderanno però tutte le strade che gravitano attorno al ponte».

Per quelle più prossime, come via Ugo Festini, l’incremento previsto sarà del 135%. Percentuali altissime sono previste anche per via Volta e via Edison verso Robbiate, con ricadute negative che si allargano tutt’attorno. Sulla SP 56 il traffico potrebbe crescere dal 28% al 39% nei tratti di Brivio, Imbersago, Robbiate e Verderio. Sulla SP 54 del 30% tra Paderno e Robbiate. Lungo la SP 55 ci saranno aumenti del 10%. Sulla SP 342 dir gli aumenti saranno del 14% nel tratto di Osnago.

«Questo significherà un forte aumento della congestione e un peggioramento netto della qualità della vita a Paderno, Robbiate e Verderio», sottolinea Torchio. «Di fatto - continua il sindaco - la soluzione individuata da Regione e RFI è la peggiore che avevamo a disposizione».

Anche l’ipotesi di interventi futuri, prevista nel secondo scenario dello studio, non dissolve le criticità per le aree immediatamente a ridosso del ponte. «Il documento dimostra – conclude Torchio – che anche risolvendo a valle alcuni problemi, chi vive vicino al ponte non avrà alternative a un incremento pesantissimo del traffico. La questione andrebbe affrontata in modo diverso»

L’appello

Da qui l’appello a un confronto istituzionale più ampio: «È fondamentale che il tavolo tecnico avviato da Regione Lombardia venga allargato ai Comuni.

Coinvolgendo anche la Provincia di Monza. Le nostre proposte non sono state considerate, ma oggi i dati ci dicono che non ci sbagliavamo».

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