Cronaca / Merate e Casatese
Domenica 03 Maggio 2026
Ponte di Brivio chiuso dal 4 maggio:
fine lavori a luglio 2027
Il viadotto sull’Adda deve essere sottoposto a una manutenzione straordinaria. Disagi per tir e traffico fra Lecco e Bergamo
Brivio
Scatta lunedì 4 maggio la chiusura del ponte di Brivio, da cui non si passerà per quindici mesi. La chiusura segna l’esito di un percorso lungo mesi, caratterizzato da confronti istituzionali, richieste del territorio e timori legati all’impatto sulla viabilità e sull’economia locale. Ad eseguire i lavori sulla struttura, inaugurata nel 1917, che hanno un quadro economico di 15 milioni di euro, sarà Anas. L’azienda, dopo numerose analisi, condotte nel corso degli ultimi anni, ha spiegato che, a causa dell’evidente degrado, non era più possibile rinviare un intervento di ristrutturazione. Uno degli ultimi report, resi noti dal sindaco Federico Airoldi, aveva evidenziato l’usura della soletta, che continuava ad abbassarsi. Da qui, appena un paio di mesi fa, l’introduzione della limitazione al traffico pesante, con un divieto di passaggio ai mezzi con peso superiore alle 7 tonnellate. Fino al 2017 il limite era di 56 tonnellate, ma già nel 2017 era stato abbassato a 40 tonnellate.
In base al cronoprogramma, il cantiere dovrebbe concludersi il 31 luglio 2027. Anas ha assicurato che i lavori saranno eseguiti senza soluzione di continuità, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Gli interventi riguarderanno la demolizione e ricostruzione di parti strutturali, il rinforzo di travi e pendini e l’installazione di nuovi sistemi di sospensione. L’obiettivo è restituire un’infrastruttura più sicura e con una portata fino a 44 tonnellate, andando così incontro anche alle necessità degli autotrasportatori. Pur nella generale consapevolezza che i lavori siano ormai obbligati, emergono le numerose criticità che la chiusura del viadotto porterà con sé. La principale riguarda la mobilità. Chi era abituato a utilizzare il ponte per passare dalla sponda lecchese a quella bergamasca o viceversa, per oltre un anno dovrà scegliere tra il ponte di Olginate, con un allungamento dei tempi stimato tra i 30 e i 40 minuti, e quello di Paderno d’Adda.
Per quello che riguarda il trasporto pubblico, le aziende di trasporto, insieme alla prefettura di Lecco, hanno stabilito che i bus passeranno da Olginate. Il tragitto delle linee D185 (Celana-Olgiate Molgora) e C146 (Merate-Cisano-Bergamo) subirà un allungamento di circa 12 chilometri, con un impatto significativo in termini di ore sulla quotidianità di studenti e lavoratori. Altre preoccupazioni riguardano la tenuta della rete stradale alternativa. L’unica individuata da Anas è quella che da Brivio va a nord, attraversa il ponte di Olginate e torna a sud verso Cisano. I timori maggiori sono legati alla congestione che potrebbe verificarsi sul tratto più stretto della ex 639, nella zona di Monte Marenzo. Ma ci sono anche timori legati al ponticello sopra al Carpine, nel territorio di Calolziocorte, che necessiterebbe lavori di rinforzo. Non vanno dimenticate le conseguenze sul piano economico. Il territorio teme ripercussioni per imprese e attività commerciali a ridosso del ponte, che vivranno l’identica situazione che anni fa hanno sperimentato i colleghi dei Comuni di Paderno d’Adda e Calusco d’Adda quando venne chiuso il ponte San Michele. Da oggi si entra nella fase operativa. La priorità indicata da tutti gli attori coinvolti resta la sicurezza. Ma il prezzo da pagare, in termini di tempi, traffico e ricadute economiche, sarà rilevante per un intero territorio che per oltre un anno dovrà fare a meno di uno dei suoi collegamenti principali.
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